Fnec, Banerjee: reddito di base e povertà

Fnec, Banerjee: reddito di base e povertà – La Lectio civilis di Abhijit Banerjee al Festival Nazionale dell’Economia Civile

A Palazzo Vecchio (Firenze), nell’ambito della settima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile (FNEC), l’economista Abhijit Banerjee (Premio Nobel per l’Economia 2019) ha tenuto la Lectio civilis “Povertà e democrazia”, in dialogo con Leonardo Becchetti, direttore del Festival e co-fondatore di NeXt Economia. Cuore valoriale del Festival è l’idea che le intelligenze relazionali — capacità di cooperare, ascoltare, costruire legami di fiducia — siano il motore della democrazia partecipata e di uno sviluppo sostenibile e generativo.

Aprendo la Lectio, Banerjee ha affrontato uno dei temi più divisivi: reddito di base e povertà.

Contro l’idea che il reddito di base “impigrisca”, ha richiamato l’evidenza empirica: «Esiste una splendida meta-analisi su 140 studi, realizzata dall’economista Dean Karlan, che mostra che le persone lavorano di più, non di meno, quando ricevono un reddito di base». Ma ha aggiunto che il denaro non basta: «È importante che sia accompagnato da un minimo di riflessione preventiva: con questo denaro che cosa farai? Perché vuoi farlo? Parlare con le persone prima che ricevano il denaro spesso ha effetti importanti».

Il Nobel ha collegato la discussione all’era dell’intelligenza artificiale: «Non penso davvero al semplice “dare soldi”. Dobbiamo pensare a che cosa chi li riceve farà della propria vita. Nel contesto dell’IA questo è diventato un tema enormemente attuale. Le persone sono spaventate: temono di non avere un lavoro e, anche con un reddito di base universale, resta la domanda “che cosa ne faremo del nostro tempo?”». Da qui la critica alla visione “romantica” del tempo libero: «L’idea tipica dei ricchi californiani secondo i quali, avendo tempo, tutti suoneranno la chitarra e coltiveranno la vite, non è realistica: la maggior parte delle persone è sotto forte pressione quando non ha qualcosa da fare».

Sollecitato da Becchetti sui paradigmi generativi dell’economia civile, Banerjee ha insistito sul binomio risorse e progettualità sociale: «Non abbiamo ancora iniziato a riflettere su quale forma prenderà l’era post-IA. Abbiamo popolazioni che invecchiano, servizi di cura all’infanzia insufficienti e molte persone senza attività utili o soddisfacenti. Questa combinazione è un’opportunità se, oltre a dare denaro, creiamo attività socialmente significative». Ha citato in particolare cura degli anziani, childcare e tutela ambientale: «Sono spesso beni pubblici non profittevoli: dobbiamo pensare a come finanziarli». Un’opportunità può arrivare anche da come oggi il lavoro viene vissuto da una quota sempre crescente di giovani che «mostrano crescente insoddisfazione e aumento dei casi di depressione» ad ulteriore riprova del fatto che «nessuno di noi è solo “homo economicus” — ha detto con ironia Banerjee — «tranne forse Elon Musk, ma quasi nessun altro. Per fortuna». La via d’uscita, per l’economista, è ricostruire comunità vive e lavori che sostengano le persone, perché «provare piacere nel dare quanto nel ricevere» è parte della nostra natura e del benessere democratico.

Fnec, il piano dell’economia sociale e civile

Fnec, il piano dell’economia sociale e civile 

Si è conclusa a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, la settima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, che ha lanciato un messaggio forte con l’ultimo panel dal titolo “Democrazia è partecipazione”, durante il quale sono stati premiati giovani e organizzazioni giovanili.

Leonardo Becchetti (Direttore del Festival dell’Economia Civile e co-fondatore di NeXt Economia) ha commentato: «Il Festival non è un evento, ma un movimento: c’è prima e c’è dopo e mette in moto tutta una serie di percorsi che vanno dal consumo e risparmio responsabile, al lavoro sull’amministrazione condivisa, fino all’impegno sui territori, anche nelle aree interne, per promuovere partecipazione, cittadinanza attiva e impegno dei cittadini per il bene comune. È molto importante che non ci sia solo la sensibilità di un giorno – pure importante, come quella che abbiamo avuto in questi giorni – ma che questa sensibilità si traduca in un impegno quotidiano di tutti».

Augusto dell’Erba (Presidente Federcasse–BCC) ha aggiunto: «Ogni volta che teniamo questo incontro registriamo risultati importanti. Quest’anno abbiamo affrontato il grande tema della democrazia partecipata, che è di straordinaria attualità per quello che avviene nel mondo, probabilmente frutto di un deficit di democrazia nei Paesi nei quali questi eventi drammatici si verificano. Noi, con l’economia civile e con il Festival, cerchiamo di far comprendere come, oltre l’azione della beneficenza e della filantropia, esista un’economia che produce un beneficio collettivo: il bene comune».

Maurizio Gardini (Presidente Confcooperative) ha concluso: «Il Festival è stato un grande momento di riflessione, importante per il Paese e per le forze che sono protagoniste dell’economia civile e sociale. Dove l’impresa mette al centro de proprio modello lo sviluppo dei territori e della persona. Logica diversa dalla remunerazione degli utili e del capitale. E poi riappropriarsi e trasferire al Paese l’importanza e la necessità di contrastare una deriva verso l’astensione, verso la non partecipazione – che è una perdita di democrazia – significa riconfermare una scelta economica che è anche una grande scelta politica e sociale: partecipare!».

FNEC25 – L’Economia Civile concreta

Il Festival Nazionale dell’Economia Civile continua a proporre ogni anno un approccio il più possibile concreto per costruire passo dopo passo l’economia che vogliamo: ricerche e studi per rinnovare i contenuti e l’approccio accademico su temi sempre più interconnessi; nuovi contenuti e modalità formative per trasmettere concetti e principi ai più giovani; forme di supporto e proposte concrete per accompagnare organizzazioni, imprese e amministrazioni nel cambio di paradigma.

Le ricerche e il dibattito accademico

Il BenVivere arrivato alla sua settima edizione, ha visto affiancarsi altre due importanti ricerche dedicate a tematiche più che attuali: l’Indice di Sviluppo Umano di Comunità, per andare a misurare quanto generatività e il benessere, considerando che la felicità non è questione di interesse e soddisfazione individuale, ma comunitaria; e Democrazia aumentata che indaga come possono dialogare AI e intelligenza relazionale per supportare il dialogo e la condivisione.

Il dibattito accademico e lo sviluppo degli ambiti di ricerca è altresì importante per consolidare l’approccio dell’Economia Civile e il successo dell’appuntamento Renaissance in Economics, tenutosi a giugno a Firenze e che vedrà la sua terza edizione il prossimo 14 e 15 maggio a Roma, è una conferma di quanto siano attuali queste tematiche.

I contenuti e le modalità formative

Dopo il rilascio dei moduli formativi per le Università Introduzione all’economia civile e alla sostenibilità integrale del 2024 e il Manuale della Sostenibilità Integrale di quest’anno continua a proporre un pacchetto formativo sull’economia sociale e civile multidisciplinare e trasversale ai diversi corsi di laurea. Laboratori interattivi e hackathon continuano ad essere momenti di formazione e confronto sia durante l’anno che durante lo stesso Festival.

L’accompagnamento e le proposte pratiche

Nel corso degli anni il Festival ha prodotto diversi documenti strategici e indicazioni pratiche per accompagnare le buone pratiche nel percorso di applicazione dell’economia civile alla realtà economica: dalla Carta di Firenze all’Action plan per l’Economia Sociale e Civile, dalla Guida pratica dell’amministrazione condivisa e quest’anno il Festival ha assunto una veste di laboratorio per la pace e ha costruito un vero e proprio Piano di Economia Sociale e Civile per la Pace per sperimentare nuove forme di sviluppo e alleanze locali tra comunità e popoli.

Fnec, Pizzaballa: “La fine della guerra non sarà la fine del conflitto”

Pizzaballa: “La fine della guerra non sarà la fine del conflitto. Dovremo ricucire le comunità dal basso con tanta pazienza. Serve una narrazione lucida e solida da contrapporre a quella degli estremismi. Non vogliamo assistenza, ma supporto per costruire iniziative economiche ispirate al bene comune”

Alla settima edizione del FNEC a Firenze è intervenuto in diretta il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Pierbattista Pizzaballa, che ha dialogato con Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse, sul tema “Democrazia strumento di Pace ed Economia civile”.

“Purtroppo non possiamo farci illusioni: la fine della guerra non sarà la fine del conflitto. L’odio che ha scatenato è ancora profondo, e non c’è una exit strategy, né una chiara prospettiva sul dopo. C’è ancora molto da fare. Proprio per questo, quando le istituzioni politiche e, ahimè, anche quelle religiose vengono meno, è importante fare rete nel territorio. Questo è quello che cerchiamo di fare” ha detto il Cardinale Pizzaballa. “Bisognerà ricucire le comunità dal basso con tanta pazienza. Ci vorrà del tempo”.

Pizzaballa ha ricordato l’esempio di San Francesco, alla vigilia dell’avvio delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte: “San Francesco a suo tempo venne considerato un visionario, un po’ fuori dalle norme, che sfidò l’opinione corrente e i luoghi comuni, cercando il dialogo invece di fermarsi ad acuire le differenze. E alla fine ha trovato qualcuno disposto ad ascoltarlo. La via proposta da San Francesco, improntata al dialogo, è difficile da seguire ma è l’unica che conduca a qualcosa di concreto”.

Il Patriarca ha sottolineato l’efficacia della narrazione degli estremismi, evidenziando come urga costruire una narrazione altrettanto solida e di segno contrario: “Abbiamo lasciato la narrativa delle vicende del Medio Oriente agli estremisti, coloni da una parte e Hamas dall’altra. La loro è una narrativa lucida e solida anche se ovviamente non condivisibile. Noi ci siamo limitati forse ad affermazioni più generiche, più generali, non siamo andati a fondo. Dal punto di vista culturale è importante elaborare una narrazione che sappia rispondere alla linea lucida, chiara e coerente dei radicali. Una narrazione scritta da quanti hanno a cuore il bene comune e vogliono costruire un futuro di pace”.

Un ruolo importante nella scrittura di questa narrazione alternativa, secondo Pizzaballa, deve giocarlo anche l’economia, soprattutto quel paradigma di economia sociale e civile al centro del Festival: “E’ importante aiutare questa parte del Medio Oriente a crescere e a creare iniziative anche di carattere economico – ha detto il Patriarca -.  Non vogliamo essere assistiti, vogliamo essere aiutati a riprendere in mano anche la vita economica, che è essenziale per ogni società: un aiuto per creare gli strumenti, la cultura, i modelli che sono necessari per iniziare”.

A questo proposito, il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, ha ricordato come il sistema cooperativo italiano  – Federcasse, Confcooperative, Palisco, Fondosviluppo – anche negli ultimi difficilissimi due anni abbia proseguito nel rapporto di collaborazione con l’Università di Betlemme per formare manager cooperativi.

Quello attuale, secondo Pizzaballa, “è il momento del territorio, è il momento in cui dobbiamo fare comunità e rete, organizzarsi perché quando il frutto della violenza finirà, ed è questione di tempo. Si dovranno ricostruire non solo quelle che oggi sono macerie, ma un tessuto civile: università, scuole, culture, pensiero, educazione. Soltanto chi avrà avuto in questo momento desiderio di bene, di fare qualcosa di positivo, con questa visione potrà ricostruire. Non chi ha fatto la guerra”.

Anche in questo straordinario dialogo tra Firenze e Gerusalemme si conferma il valore del messaggio e del ruolo del Festival Nazionale dell’Economia Civile, che vuole essere occasione di incontro e di costruzione di comunità, per riaffermare come la speranza non si spenga nonostante la drammaticità della nostra attualità. Per dimostrare che possiamo e sappiamo reagire con l’intelligenza e la cura reciproca ai conflitti globali.

Fnec, la finanza a servizio dei territori

Fnec, la finanza a servizio dei territori – “Risparmio e credito per la crescita delle comunità”: al FNEC il panel che rimette la finanza al servizio dei territori

A Palazzo Vecchio (Salone dei Cinquecento), nell’ambito della settima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile (2–5 ottobre 2025), si è svolto il panel “Risparmio e credito per la crescita delle comunità”, che ha visto tra i protagonisti Paolo Gentiloni, Copresidente della Task Force ONU sulla crisi del debito, ed Enrica Maria Chiappero, professoressa di Economia all’Università di Pavia. Il Festival 2025 è dedicato a “Democrazia partecipata. La sfida delle Intelligenze Relazionali”, un invito a mettere le relazioni al centro dell’azione pubblica ed economica come risposta alle possibili derive dell’IA.

Paolo Gentiloni ha evidenziato la necessità di rigenerare i legami sociali per rendere sostenibile il modello europeo di welfare. Secondo l’ex Commissario europeo per gli Affari economici, non è il tempo dei toni allarmistici sul quadro macro: «Non credo che dobbiamo enfatizzare più di tanto il peso del debito europeo» ha detto. Riferendosi all’Italia ha poi aggiunto che il punto è la pressione che arriva dalla società reale — invecchiamento, squilibri della spesa, nuove vulnerabilità — e dai costi per la transizione verde e la difesa. Qui, secondo Gentiloni, le intelligenze relazionali diventano politica economica: il modo in cui comunità, istituzioni e imprese collaborano determina la capacità di tenere insieme conti e coesione.

«Il tema vero è la pressione sulla finanza pubblica. La solitudine è stata definita la malattia del secolo – ha detto Gentiloni – Come reggere? Abbiamo due leve. Primo: la crescita. Non torneremo agli anni ’70, ma aspirare a una crescita tra l’1,5 e il 2%” — in linea con USA e UE — sarebbe già molto. Servono sostegno alle imprese, salari più alti visto che in Italia sono stagnanti dagli anni ’90 e un uso rapido ed efficace delle risorse europee ancora disponibili. Secondo: dobbiamo ripensare il welfare e le entrate”. Il welfare secondo Gentiloni va ripensato in chiave relazionale mentre dal lato delle entrate c’è da affrontare il “grandissimo tema di come tassare i giganti del web, questione che diventa subito geopolitica».

La professoressa Enrica Maria Chiappero ha richiamato l’urgenza di riallineare finanza ed economia reale, così che risparmio e credito tornino a servire le comunità. Il punto di partenza è un cambio di paradigma: «ci vuole un nuovo modello di sviluppo», perché i dati su disuguaglianze e insostenibilità mostrano i limiti dell’impianto attuale. Negli ultimi decenni, ha spiegato, i mercati finanziari «hanno scaricato i rischi sui consumatori e sui lavoratori, spesso i più deboli», alimentando «lo scollamento che esiste tra economia reale e economia finanziaria».

Per invertire la rotta, Chiappero ha indicato tre cantieri. Primo, ricostruire fiducia: «ricostruire quel rapporto fiduciario che è alla base di ogni sistema del credito e del risparmio», valorizzando le banche di territorio e le imprese generative. Secondo, misurare ciò che conta: «dotarci di strumenti che ci permettono di vedere meglio, di misurare meglio la ricchezza reale», così da riconoscere il valore sociale prodotto da finanza e impresa e orientare coerentemente le risorse. Terzo, inclusione finanziaria: chiedersi qual è «l’effettiva possibilità di avere accesso al credito» per persone e aree vulnerabili e come ridurne il costo, con l’obiettivo di ridurre i divari territoriali.

Fnec, le nuove architetture del consenso

Fnec, le nuove architetture del consenso – Festival Nazionale dell’Economia Civile, presentata la ricerca nazionale “Democrazia Aumentata. AI, Intelligenza relazionale e nuove architetture del consenso”

Nando Pagnoncelli (Presidente IPSOS) e Stefano Quintarelli (Presidente Ass. Copernicani ETS) hanno partecipato, nel corso della 7ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, al panel dal titolo “L’opinione pubblica tra intelligenza artificiale e relazionale”. Il dibattito è stato l’occasione per presentare la ricerca nazionale “Democrazia Aumentata. AI, Intelligenza relazionale e nuove architetture del consenso”.

La ricerca sottolinea come sia cambiato il modo di formare consenso nell’era dell’intelligenza artificiale e, contestualmente, quali rischi comporta un uso distorto delle tecnologie che modellano l’opinione pubblica.

Pagnoncelli ha specificato come «secondo il sondaggio, per metà degli italiani l’intelligenza artificiale comporta più rischi che vantaggi, mentre solo un terzo la considera un’opportunità. Tra i campi in cui se ne riconosce maggiormente il valore, la medicina e l’assistenza sanitaria sono in testa, seguite dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione, dove i cittadini sperano in meno burocrazia e più efficienza. Resta però un forte elemento di diffidenza: le persone continuano a preferire l’intervento umano nei compiti più delicati – dalla guida di un’auto alle operazioni chirurgiche, fino al pilotaggio di un aereo o alle decisioni politiche che riguardano il Paese».

Per Quintarelli «la vera domanda è se possiamo usare la tecnologia per migliorare la qualità del confronto pubblico e costruire consenso. Abbiamo sperimentato come l’intelligenza artificiale possa sostenere l’intelligenza relazionale, applicandola a temi fortemente divisivi – dalla transizione ecologica alle migrazioni, fino alle disuguaglianze legate al merito, alle pari opportunità e alla progressività fiscale – per capire se e come possa contribuire a rendere il dialogo più aperto e costruttivo».

Scienza, prevenzione e protezione civile

È iniziata ieri la VII edizione della Settimana Nazionale della Protezione Civile, la manifestazione istituita nel 2019 dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio dei disastri naturali che si celebra ogni anno il 13 ottobre.

Obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare i cittadini sui temi di protezione civile, per scoprire come approcciarsi consapevolmente al territorio e conoscere le buone pratiche da adottare per la riduzione dei rischi e la salvaguardia dell’ambiente.

Il ricco calendario di appuntamenti, in programma fino al 13 ottobre, prevede open day, esercitazioni, convegni, panel e incontri promossi dal DPC e organizzati a livello locale e nazionale in collaborazione con Regioni, Enti locali e strutture del Servizio Nazionale di Protezione Civile.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Centro di Competenza del DPC, aderisce alla manifestazione nell’ambito della giornata dedicata alla Scienza per la prevenzione in protezione civile, durante la quale verranno presentate le attività che la comunità scientifica svolge con finalità di protezione civile.

In particolare, dalle ore 15:00 di giovedì 9 ottobre un ricco programma di interventi consentirà al grande pubblico di conoscere le attività di ricerca e monitoraggio che vengono svolte ogni giorno da ricercatori e tecnici dell’INGV per la sorveglianza sismica, vulcanica e ambientale in continuo del territorio nazionale.

 

L’apertura dei lavori, curata dal Presidente dell’INGV Fabio Florindo, sarà preceduta dai saluti istituzionali di Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca, e Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento del DPC.

Seguiranno i collegamenti con le Sale Operative INGV dell’Osservatorio Vesuviano di Napoli, dell’Osservatorio Etneo di Catania e dell’Osservatorio Nazionale Terremoti di Roma, e quello con la Sala di Monitoraggio per lo Space Weather.

I lavori saranno chiusi da un momento di discussione moderato dai Direttori dei Dipartimenti INGV Ambiente e Terremoti, Fabrizia Buongiorno e Salvatore Stramondo.

Perseguire l’evento: Canale Youtube INGV

Fnec, il saluto di Mattarella: «Necessario ripensare i paradigmi economici»

Fnec, il saluto di Mattarella: «Necessario ripensare i paradigmi economici»

Seconda giornata per la 7ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, che dopo l’apertura all’Università di Firenze prosegue nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

Il via ai lavori è stato dato con la lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella agli organizzatori del Festival, nel quale il Capo dello Stato ha sottolineato come la partecipazione attiva dei cittadini sia fondamentale in ogni ambito della vita sociale, inclusa quella economica. In una società liberal-democratica, infatti, democrazia ed economia di mercato condividono l’idea di uguaglianza, sancita dalla Costituzione, che mira a garantire una “democrazia sostanziale”.

Il bene comune non coincide con l’interesse di una maggioranza, ma coinvolge ogni individuo, famiglia e impresa. Per questo è necessario ripensare i paradigmi economici, soprattutto in un contesto di crisi internazionale che minaccia obiettivi globali come crescita e giustizia sociale.

La partecipazione civica diventa così decisiva per adottare politiche in grado di soddisfare i bisogni delle comunità e creare benefici durevoli per le future generazioni, evitando la distruzione delle risorse del pianeta.

Sara Funaro (Sindaca del Comune di Firenze) ha fatto gli onori di casa, dichiarando: «È importante affrontare tematiche legate alla pace, tanto care a Firenze quanto al resto del mondo, ma particolarmente significative per la nostra città. Firenze, città di Giorgio La Pira, poche settimane fa ha ospitato un festival in cui israeliani e palestinesi hanno dialogato insieme sul palco. È attraverso il confronto e il dialogo che si cresce e si costruisce, proprio nello spirito della democrazia partecipata. Quest’anno, più che mai, avere un evento dedicato all’economia civile che ci permette di confrontarci con istituzioni, stakeholder e rappresentanze costituisce un’ulteriore opportunità di dialogo e di condivisione, capace di tradursi in proposte e idee concrete da trasformare in progetti reali».

Fabrizia Lapecorella (Vice Segretario Generale dell’OCSE): «Quando le politiche pubbliche generano risultati, cresce la disponibilità dei cittadini e cresce la democrazia, ma bisogna perseguire questo obiettivo in maniera concreta. L’OCSE da anni si occupa di misurare l’impatto delle politiche sul benessere ed oggi abbiamo un quadro di riferimento in misura non soltanto materiale, ma anche immateriale. Molti elementi del nostro framework riflettono i valori dell’economia civile e tra questi due sono particolarmente rilevanti per il rinforzamento della democrazia: si tratta del capitale sociale e della partecipazione civica. Il capitale sociale è quell’insieme di norme e regole condivise, e scopi istituzionali che rendono possibile la cooperazione e la coesione dei corpi sociali, mentre la capacità di partecipare e l’effettiva partecipazione alla vita sociale è una condizione essenziale per consentire alla società di rispondere positivamente agli eventi».

Per Leonardo Becchetti (Direttore del FNEC e Co-fondatore NeXt Economia): «oggi si è già passati dal PIL al benessere multidimensionale, ma occorre compiere “l’ultimo miglio”: muoversi verso un fine che dia senso alla vita. Con l’economia civile e il Manifesto del Rinascimento Economico, firmato da 300 studiosi, si promuove la visione di un “uomo integrale” che ha bisogno di cinque dimensioni fondamentali: sentirsi parte di qualcosa, trascendenza, senso della vita, qualità delle relazioni e generatività. La generatività – ossia la felicità che nasce dal sapere che le proprie azioni hanno un impatto sugli altri – è da anni al centro del Rapporto sul Ben Vivere. In questo senso, il Festival rappresenta non solo una festa collettiva, ma anche un bene relazionale: un momento di creatività, collaborazione e riflessione condivisa».

Fnec, le imprese ambasciatrici 2025

Fnec, le imprese ambasciatrici 2025 – Festival Nazionale dell’Economia Civile: le aziende Ambasciatrici 2025

Firenze ospita la 7ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, dedicata a valorizzare pratiche d’impresa che coniugano sostenibilità, innovazione e responsabilità sociale. Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio sono stati consegnati i riconoscimenti, alla presenza di Alberto Grilli (Presidente Confcooperative Toscana) e di Silvia Russo (coordinatrice servizi metabancari, Federazione Toscana BCC), promotrice del percorso ESG regionale.

Le imprese premiate come Ambasciatrici dell’Economia Civile 2025 sono Agricoltura Capodarco, cooperativa sociale che unisce agricoltura biologica e percorsi di inclusione; Palm Spa, family company B Corp e Società Benefit specializzata in imballaggi sostenibili e formazione; Sanvido srl, impresa di automazione con misure di welfare e mutuo soccorso per i dipendenti; Scanferla Bruno, realtà metalmeccanica certificata ESG attenta alla modernizzazione e al benessere del personale; e ZeroPerCento, cooperativa che trasforma inclusione e logistica in servizi B2B.

«In qualità di Presidente di AIPEC un’associazione che raccoglie molte realtà imprenditoriali, alcune delle quali hanno già ricevuto questo riconoscimento e sono state insignite del titolo di Ambasciatori civili – ha dichiarato Livio Bertola – considero significativo che questa tradizione prosegua e si rafforzi di anno in anno. La nostra missione è infatti proprio quella di far conoscere, diffondere e testimoniare che un diverso modo di fare economia è possibile: un’economia civile, capace di generare valore non solo economico, ma anche sociale e culturale, per l’Italia e per il mondo intero».

«Qui osserviamo una vera biodiversità di imprese: organizzazioni con modalità operative, scelte gestionali e assetti istituzionali diversi — dalle imprese individuali alle cooperative. Che cosa le spinge ad agire così? Innanzitutto, la passione. Essere sostenibili è molto impegnativo: significa coordinare gli obiettivi aziendali non solo sulla massimizzazione del profitto, ma affiancando al risultato economico il benessere delle persone, la creazione di valore e un impatto positivo sull’ambiente. Mettere insieme queste tre dimensioni è difficile e richiede grande dedizione» ha evidenziato il Presidente di NeXT Nuova Economia per Tutti, Valentino Bobbio.

Il premio intende celebrare pratiche concrete — dall’inserimento socio-lavorativo alle politiche di welfare aziendale, fino a soluzioni tecnologiche inclusive — che generano valore condiviso e rafforzano il tessuto sociale e territoriale.

Migrazioni e disabilità

A Milano, il 15 settembre 2025, convegno “Migrazioni e disabilità”, evento conclusivo del progetto Ci Siamo – Competenze e integrazione tra servizi per incoraggiare l’accesso e migliorare le opportunità delle persone con disabilità e con background migratorio. Un’iniziativa realizzata dalla Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità), in collaborazione con la LEDHA-Lega pe i diritti delle persone con disabilità, la Caritas Ambrosiana e Articolo 49.

Il convegno si svolgerà dalle ore 15.30 alle 17.30, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Aula G.127 Pio XI, largo Gemelli 1), sarà sottotitolato, trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione ISMU (a questo link) e si concluderà con un aperitivo a buffet a cura dell’Associazione iSemprevivi Onlus. È gradita l’iscrizione tramite il sito: www.ismu.org. È stato richiesto l’accreditamento all’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia per la partecipazione in presenza.

L’evento si propone di restituire i risultati e le buone pratiche emerse durante il progetto; promuovere diritti e inclusione sociale per le persone con disabilità e origine migratoria; mettere in luce le criticità del sistema di servizi territoriali e proporre soluzioni; rafforzare la collaborazione tra enti, istituzioni e associazioni.

Di seguito il programma e gli interventi previsti.

Il progetto “Ci Siamo”

  • “Competenze e integrazione tra servizi per incoraggiare l’accesso e migliorare le opportunità delle persone con disabilità e con background migratorio”, Laura Zanfrini (Fondazione ISMU)
  • “Esigere i diritti, prepararsi alla maggiore età”, Giovanni Merlo (LEDHA)
  • “Mettere a valore le competenze invisibili”, Carlo Catania (Fondazione ISMU)

Testimonianze

  • Tamru Ireso, esperto di diritti umani
  • Zahra Masoumi, Associazione L’Abilità
  • César Ernesto Arenas Ulloa, drammaturgo e attivista anticoloniale

L’esperienza svedese e internazionale

Julius Mvenyi Ntobuah, Newcomers with Disabilities in Sweden e Global Network of Refugees with Disabilities

Tavola rotonda

Modera Stefano Arduini, direttore di Vita magazine e Vita.it

  • Mirco Fagioli, ATS Milano (Agenzia di Tutela della Salute)
  • Chiara Formichi, Fondazione ISMU
  • Elena Garbelli, AFOL Metropolitana (Agenzia per la Formazione, l’Orientamento e il Lavoro)
  • Pedro di Iorio, Servizio Accoglienza Immigrati Caritas Ambrosiana
  • Valeria Negrini, Forum Terzo Settore Lombardia
  • Livio Neri, Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione
  • Caterina Viola, Ufficio Scolastico Territoriale di Lodi