Gaza, Unicef: uccisi 18mila bambini, 28 al giorno

Ted Chaiban Vicedirettore generale UNICEF
“…Sono appena tornato da una missione di cinque giorni in Israele, Gaza e Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. I segni della profonda sofferenza e della fame erano visibili sui volti delle famiglie e dei bambini. Dall’inizio della guerra, a Gaza sono stati uccisi oltre 18.000 bambini. Si tratta di una media di 28 bambini al giorno, l’equivalente di una classe scolastica, che non ci sono più. I bambini hanno perso i loro cari, sono affamati e spaventati e traumatizzati.
Gaza ora rischia seriamente la carestia. Si tratta di una situazione che si è andata aggravando, ma ora abbiamo due indicatori che hanno superato la soglia della carestia. Una persona su tre a Gaza passa giorni senza cibo e l’indicatore di malnutrizione ha superato la soglia della carestia, con la malnutrizione acuta che ora supera il 16,5% [nella città di Gaza]. Oggi, oltre 320.000 bambini piccoli sono a rischio di malnutrizione acuta.
A Gaza ho incontrato le famiglie dei 10 bambini uccisi e dei 19 feriti da un attacco aereo israeliano mentre erano in fila con i loro genitori per ricevere cibo presso una clinica nutrizionale a Deir el-Balah sostenuta dall’UNICEF. Abbiamo incontrato Ahmed, che ha 10 anni, e suo padre. Quel giorno Ahmed era in fila con sua sorella Samah, di 13 anni. Lei è morta. Ho visto una foto in cui lui agitava furiosamente le braccia per fermare un carro trainato da un asino nel tentativo di salvarla e portarla in ospedale, ma non ci è riuscito. È profondamente traumatizzato e non sa cosa fare. Questo semplicemente non dovrebbe accadere. I bambini che ho incontrato non sono vittime di una catastrofe naturale. Sono affamati, bombardati e sfollati.
In un centro di stabilizzazione nella città di Gaza ho incontrato bambini gravemente malnutriti, ridotti pelle e ossa. Le loro madri erano sedute lì vicino, disperate ed esauste. Una madre mi ha detto che non produce più latte materno perché lei stessa è troppo affamata. L’UNICEF sta facendo tutto il possibile per affrontare la situazione: sostiene l’allattamento al seno, fornisce latte artificiale e cura i bambini affetti da malnutrizione acuta grave.
Palestinian children and their families carrying their belongings as they leave their homes in Nur Shams refugee camp, near Tulkarem city in the northern West Bank, due to the ongoing Israeli military operation, 14-01-2025.
Ma i bisogni sono enormi dopo 22 mesi di guerra e due mesi di blocco, che ora è stato allentato ma continua ad avere un impatto, e gli aiuti non stanno arrivando abbastanza velocemente o nella misura necessaria.
In mezzo a tutto questo, il nostro personale a Gaza, la maggior parte del quale ha subito perdite personali devastanti, continua a lavorare giorno e notte.
L’UNICEF sta fornendo acqua potabile: 2,4 milioni di litri al giorno nella parte settentrionale di Gaza, raggiungendo 600.000 bambini. Si tratta di una media di 5-6 litri di acqua al giorno a persona – meglio di prima, ma ancora ben al di sotto della soglia di sopravvivenza. Abbiamo ricostruito la catena del freddo per i vaccini e continuiamo a vaccinare i bambini. Stiamo fornendo assistenza psicosociale ai bambini che sono stati terrorizzati da ciò che hanno vissuto. Stiamo salvando la vita ai neonati, aiutando a riunire le famiglie separate, sia all’interno della Striscia che, in alcuni casi, a livello internazionale, e fornendo latte artificiale ai bambini più vulnerabili, ma c’è ancora molto da fare.
Dopo la tregua annunciata da Israele, l’accesso umanitario è stato in parte facilitato. Abbiamo oltre 1.500 camion carichi di forniture di prima necessità pronti nei corridoi tra Egitto, Giordania, Ashdod e Turchia. Alcuni hanno iniziato a muoversi e negli ultimi due giorni abbiamo consegnato 33 camion di latte in polvere salvavita, biscotti ad alto contenuto energetico e kit igienici. Ma questa è solo una minima parte di ciò che serve; quindi, gran parte della nostra missione è stata dedicata alla sensibilizzazione e al dialogo con le autorità israeliane a Gerusalemme e Tel Aviv.
Abbiamo insistito affinché venissero riviste le loro regole militari di ingaggio per proteggere i civili e i bambini. I bambini non dovrebbero essere uccisi mentre aspettano in fila in un centro nutrizionale o mentre raccolgono l’acqua, e le persone non dovrebbero essere così disperate da dover assalire un convoglio.
Abbiamo chiesto un aumento degli aiuti umanitari e del traffico commerciale – avvicinandoci a 500 camion al giorno – per stabilizzare la situazione e ridurre la disperazione della popolazione, nonché i saccheggi e quella che chiamiamo auto distribuzione, quando la popolazione insegue un convoglio, e anche i saccheggi, quando i gruppi armati lo inseguono perché il prezzo del cibo è così alto.
Per affrontare questo problema, dobbiamo inondare la Striscia di rifornimenti utilizzando tutti i canali e tutti i valichi.   Questo non sarà possibile solo con gli aiuti umanitari, quindi abbiamo anche insistito affinché nella Striscia entrassero beni commerciali – uova, latte e altri beni di prima necessità che integrano ciò che la comunità umanitaria sta portando.
UNICEF personnel walking through the rubbles in Khan Yunis to meet Mahmoud’s family, who received cash assistance. 
Abbiamo insistito affinché fossero ammessi articoli “a duplice uso” e più carburante, in modo da poter riparare il sistema idrico: tubi, raccordi, generatori.  A Gaza fa molto caldo – 40 gradi – e l’acqua scarseggia, con il rischio di epidemie che incombe ovunque.
Continueremo a impegnarci affinché le pause umanitarie non causino ulteriori sfollamenti, costringendo la popolazione in un’area sempre più ristretta.
Anche in Cisgiordania i bambini sono in pericolo. Finora quest’anno sono stati uccisi 39 bambini palestinesi. Ho visitato una comunità beduina a est di Ramallah, che è stata costretta ad abbandonare le proprie case a causa delle violenze.
Abbiamo anche incontrato bambini israeliani colpiti dalla guerra. Bambini che hanno subito paura, perdite e sfollamenti. I bambini non iniziano le guerre, ma sono loro a subirne le conseguenze.
Ci troviamo a un bivio. Le scelte che faremo ora determineranno la vita o la morte di decine di migliaia di bambini. Sappiamo cosa bisogna fare e cosa si può fare. L’ONU e le ONG che compongono la comunità umanitaria possono affrontare questo problema, insieme al traffico commerciale, se vengono messe in atto misure che consentano l’accesso e che alla fine garantiscano la disponibilità di beni sufficienti nella Striscia, in modo da attenuare alcuni dei problemi legati all’ordine pubblico.
Sono necessari finanziamenti. L’appello dell’UNICEF per Gaza è gravemente sottofinanziato: solo il 30% delle esigenze sanitarie e nutrizionali è coperto.
Dobbiamo ricordare che le pause umanitarie non sono un cessate il fuoco. Speriamo che le parti possano concordare un cessate il fuoco e il ritorno di tutti gli ostaggi rimasti nelle mani di Hamas e di altri gruppi armati. Questa situazione va avanti da troppo tempo. 22 mesi. Onestamente non mi sarei mai aspettato che saremmo arrivati a 22 mesi di guerra. Quello che sta accadendo sul campo è disumano. Ciò di cui hanno bisogno i bambini, i bambini di tutte le comunità, è un cessate il fuoco duraturo e una via d’uscita politica.”
foto: Unicef

Inclusione sociale e lavorativa: i dati

L’INPS ha pubblicato oggi l’aggiornamento dell’Osservatorio statistico relativo all’Assegno di Inclusione (ADI) e al Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), le due misure che, a partire rispettivamente da gennaio 2024 e da settembre 2023, hanno sostituito Reddito e Pensione di Cittadinanza (RdC/PdC) con un nuovo approccio al contrasto della povertà e alla promozione dell’inserimento lavorativo.

Dai dati emerge che, nel periodo gennaio 2024-giugno 2025, i nuclei familiari che hanno beneficiato per almeno un mese dell’Assegno di Inclusione sono stati 868 mila, coinvolgendo complessivamente 2,1 milioni di persone, con un importo medio mensile dell’assegno pari a 669 euro e un numero medio di 2,4 componenti per nucleo.

I nuclei beneficiari si concentrano nelle regioni del Sud e nelle Isole, raggiungendo il 68% del totale, incidenza che sale al 73% considerando le persone coinvolte.

La legge di bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche prevedendo per l’ADI, a partire dal 1° gennaio 2025, soglie più elevate dell’ISEE e del reddito familiare per l’accesso alla misura. Inoltre, a decorrere dalla stessa data, è stata prevista l’attribuzione d’ufficio del coefficiente della scala di equivalenza legato al carico di cura in presenza dei requisiti richiesti.

Si rileva che i nuclei beneficiari di almeno un pagamento nel primo semestre del 2025 sono stati 750 mila, circa il 7% in più rispetto a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente.

I nuclei beneficiari di ADI nel mese di giugno 2025 sono stati quasi 666 mila, con importo medio erogato di 694 euro. Per questi 666 mila nuclei si rileva che: in 251 mila sono presenti minori; in 261 mila sono presenti disabili; in 341 mila sono presenti persone di almeno 60 anni di età; in 13 mila ci sono persone in condizioni di “svantaggio”; 236 mila sono i nuclei con carichi di cura.

Per quanto riguarda il Supporto per la Formazione e il Lavoro, dall’inizio della prestazione (settembre 2023) a giugno 2025, sono 182 mila le persone che hanno percepito almeno un pagamento, con una prevalenza di beneficiari nelle regioni del Sud e nelle Isole, pari al 79% del totale.

La legge di bilancio 2025 ha previsto, a partire dal 1° gennaio 2025, l’incremento della prestazione SFL da 350 a 500 euro mensili. È stata inoltre introdotta la possibilità di prorogare la misura alla scadenza dei 12 mesi, qualora il beneficiario stia ancora partecipando a un corso di formazione, per un massimo di ulteriori 12 mesi. Come per ADI, anche per SFL la legge di bilancio ha stabilito soglie ISEE più elevate per l’accesso.

Nel mese di giugno 2025 i beneficiari in pagamento sono 72.469, in maggioranza donne (61%). Poco meno del 40% appartiene alla fascia di età compresa tra i 50 e i 59 anni, a conferma dell’efficacia della misura per la riqualificazione di una fascia d’età tradizionalmente più vulnerabile nel mercato del lavoro. Rispetto al precedente dato di dicembre 2024 è rilevante l’incremento dei beneficiari nella classe di età dei più giovani.

 

Il Festival del Gattopardo

Dall’1 al 3 agosto a Santa Margherita di Belìce le tre serate finali del Festival del Gattopardo, legato al XX Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” assegnato quest’anno dalla giuria presieduta da Silvano Nigro agli scrittori Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice per il saggio “Operazione Gattopardo. Come Visconti trasformò un romanzo di destra in un successo di sinistra”. Un libro edito da Feltrinelli in occasione dei 70 anni della Casa Editrice, che sarà presente per l’occasione a Santa Margherita di Belìce e a cui si deve la pubblicazione nel 1958 del capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa divenuto poi il romanzo più tradotto in tutto il mondo.

La XX edizione del Premio Letterario “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” si svolge quest’anno sullo sfondo di altri due importanti anniversari, il centenario della nascita di Andrea Camilleri e il cinquantenario della pubblicazione di “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo, con un omaggio agli editori Feltrinelli e Sellerio.

Questo il programma delle tre serate del Festival del Gattopardo

Venerdì 1° agosto la serata dedicata al Premio “L’Officina del Racconto”, che si svolgerà a partire dalle ore 21 in piazza Matteotti davanti lo storico Palazzo Filangeri di Cutò, si aprirà con la lettura dei racconti e la cerimonia di premiazione delle giovani narratrici e dei giovani narratori di diversi Comuni della Valle del Belìce, che hanno partecipato al Concorso Letterario “L’Officina del Racconto” e ai Tavoli Interattivi “Sullo stesso tavolo le nostre storie” confrontandosi su tre autori legati al territorio come Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Elsa Morante e Danilo Dolci. I giovani ai quali sarà consegnato anche un libro realizzato sulla base di foto e articoli dello storico giornale L’Ora, scritto dai suoi cronisti, dove si parla anche del terremoto del Belìce, donato dalla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana “Alberto Bombace”, saranno premiati da una giuria composta da scrittori e studiosi; i loro racconti, pubblicati sul sito del Comune di Santa Margherita Belìce, sono stati letti e votati on line anche dal pubblico. Durante la serata un riconoscimento sarà consegnato a Laura Anello, in qualità di Direttrice della rivista “Gattopardo”, Ideatrice e Presidente della Fondazione “Le Vie dei Tesori”.

Subito dopo si svolgerà un vero e proprio “Processo al Gattopardo”, che alla sua uscita fu bollato da alcuni scrittori e intellettuali italiani come un romanzo reazionario prima del suo successo a livello mondiale, con il magistrato Dino Petralia che presiederà il tribunale, mentre la scrittrice Bernardina Rago sosterrà la difesa e il giornalista e presidente della Strada degli Scrittori Felice Cavallaro indosserà i panni del Pubblico Ministero. Si chiuderà con lo spettacolo di Mario Incudine “La Strada degli Scrittori tra cunti e canti” dedicato ad Andrea Camilleri. La serata sarà condotta da Nino Graziano Luca.

Sabato 2 agosto sempre a partire dalle 21 in piazza Matteotti la serata di gala con la Cerimonia di conferimento del XX Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” ad Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice, con ospiti d’eccezione: l’attrice Violante Placido, che interpreterà brani tratti dall’opera di Tomasi di Lampedusa “Il Gattopardo”; il regista Tom Shankland e l’attrice Roberta Procida, protagonisti della nuova serie Netflix “Il Gattopardo”; e il tenore Piero Mazzocchetti, che offrirà un omaggio musicale. La serata sarà condotta da Nino Graziano Luca e dall’attrice e regista Giusi Cataldo che presenterà il suo ultimo cortometraggio dal titolo “Ha toccato”.

Un particolare focus del Premio sarà dedicato al tema del paesaggio, al suo valore e alle sue trasformazioni, con particolare riferimento al Giardino del Gattopardo. Dialogheranno il Prof. Giorgio Galletti, Docente della Scuola di Architettura del Paesaggio dell’Università di Firenze, già Soprintendente dei Beni Culturali di Firenze e Curatore di importanti restauri di giardini storici; Manlio Speciale, Curatore dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo, e il Prof. Giuseppe Barbera, esperto Paesaggista, sullo sfondo delle immagini della fotografia di Margherita Bianca.

Lo scrittore Giorgio Vasta renderà omaggio all’opera “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo con l’interpretazione di alcuni passaggi. Un riconoscimento per la casa editrice Sellerio andrà allo scrittore Santo Piazzese.

Nel corso della serata sarà anche siglato un protocollo d’intesa per l’ingresso di Santa Margherita di Belìce nell’itinerario La Strada degli Scrittori e annunciato un gemellaggio tra due dimore storiche dei principi di Lampedusa: Palazzo Filangeri Cutò a Santa Margherita Belìce e la Villa del Gattopardo ai Colli di Palermo.

Domenica 3 agosto alle ore 21.00 è in programma la Serata Enogastronomica dedicata a “La Cucina del Gattopardo”, un momento prezioso di convivialità che vedrà nuovamente la collaborazione del Maestro Nicola Fiasconaro, già vincitore del Premio come eccellenza siciliana nel mondo, con il suo straordinario “Trionfo di Gola del Gattopardo”. Durante la serata una brigata di pasticcerie del territorio, formata da lady chef realizzeranno una mega “cassata siciliana” insieme a mini “trionfi di gola” da far degustare al pubblico. La tavola del Gattopardo ha ottenuto il riconoscimento di Ambasciatrice dell’Identità Territoriale. Un riconoscimento legato al percorso culturale “Borghi Genius Loci De.Co.”, che valorizza i luoghi e le tradizioni dei territori.

Nella stessa serata a partire dalle ore 20.00 sarà inaugurata anche l’Enoteca del Gattopardo all’interno del secondo Cortile del Palazzo Filangeri di Cutò, in collaborazione con l’ente Strada del Vino delle Terre Sicane, l’itinerario enogastronomico situato nei comuni di Santa Margherita di Belìce, Contessa Entellina, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia.

Il Festival del Gattopardo, che ha ottenuto il patrocinio del Ministero Italiano della Cultura, è interamente organizzato dal Comune di Santa Margherita di Belìce, con la collaborazione scientifica e culturale dell’Istituzione “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” presieduta dal Sindaco Gaspare Viola. La manifestazione oggi è riconosciuta tra i “Grandi Eventi” della Regione Siciliana, inserita nella Rete dei Festival Letterari 2025. A ciò si aggiunge il prestigioso riconoscimento ministeriale di “Città che legge”, conferito a Santa Margherita di Belìce dal Centro per il Libro e la Lettura del MiC.

Il Premio Letterario Internazionale G. Tomasi di Lampedusa è stato assegnato in passato a grandi scrittori e premi Nobel come Abraham B. Yehoshua, Tahar Ben Jelloun, Claudio Magris, Anita Desai, Edoardo Sanguineti, Kazuo Ishiguro, Francesco Orlando, Valeria Parrella, Amos Oz, Mario Vargas Llosa, Javier Marìas, Fleur Jaeggy, Emmanuel Carrère, Orhan Pamuk, Fernando Aramburu, Carlo Ginzburg, Guzel’ Jachina, Francesco Piccolo, Pierre Michon.

Un giardino pieno di libri allo Sperone

Dall’arte alla pavimentazione, da un giardino pieno di libri all’interno di un condominio ad uno spazio di comunità ritrovato in cui i cittadini dello Sperone e di tutta Palermo si incontrano. Nei pressi di una palazzina di edilizia popolare all’ombra delle Rosalie ribelli, dove la bellezza attrae bellezza, e la bellezza chiama cura, operatori sociali, associazioni, cittadini e istituzioni hanno portato il proprio contributo per migliorare il quartiere.

La Festa dell’Amicizia, il 30 luglio allo Sperone, organizzata dall’associazione L’Arte di Crescere, con altre associazioni della Seconda Circoscrizione, e il supporto del CeSVoP – Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo, per gli eventi di Palermo Capitale Italiana del Volontariato 2025, diventa l’occasione per promuovere il “Giardino delle Parole”. Uno spazio di bookcrossing inaugurato due mesi fa, nato dalla collaborazione tra volontari e residenti.

Una festa che si è rivelata l’occasione per fare il punto sullo stato delle cose. Oltre 100 libri nel book crossing dello Sperone sono la testimonianza che un quartiere può cambiare nei sogni e nelle idee, con la cultura e l’istruzione. Nella “Casetta dei Libri” al Giardino delle Parole c’è di tutto: libri fantasy e cucina, narrativa, storia e religione. Chi vuole può portare un libro e prenderne un altro in prestito.

La testimonianza di come l’impegno dal basso possa trasformare il volto di un quartiere si vede nelle due targhe in terracotta donate dall’associazione Aps Terre Buone che indicano la via per raggiungere il Giardino. C’è una pavimentazione che ti immette al book crossing, donata dall’azienda Fogazza, che residenti e maestranze del luogo hanno sistemato per rendere lo spazio più accogliente e accessibile. E, poi, il volontariato come motore di rigenerazione urbana e sociale, con l’impegno dell’Istituto comprensivo “Sperone-Pertini”, Amici dei Musei siciliani, Cooperativa sociale Al Reves, Condominio di Passaggio Petrina 1, bambini e anziani del quartiere: protagonisti dalla piantumazione di due alberi di Jacaranda e Palma Cycas, e un gelsomino notturno; due cestini portacarta e una panchina chiesti al Comune per rendere il luogo uno spazio vero di comunità.

La festa è continuata con una passeggiata nell’ambito della Festa dell’Amicizia allo Sperone per scoprire scorci urbani, luoghi della solidarietà e esperienze concrete di impegno. Il gruppo di cittadini, volontari e istituzioni ha condiviso i propri sogni e idee, le evoluzioni in corso, per ricordarsi e ricordare di come questo quartiere sia cambiato negli ultimi anni, protagonista di una trasformazione; con un museo a cielo aperto e 14 murales, con pennellate di colore, gioia e entusiasmo, strutture pubbliche, spazi e beni ritrovati, oggetto di recupero per ridare dignità e bellezza al quartiere, e alla sua gente che lo vive.

 

«La Festa dell’Amicizia del 30 luglio allo Sperone – dice la presidente del CeSVoP, Giuditta Petrillo – rappresenta l’essenza stessa di quello che significa essere Palermo Capitale Italiana del Volontariato 2025. Il Giardino delle Parole, nato dalla collaborazione virtuosa tra volontari e residenti, è la dimostrazione concreta di come l’impegno dal basso possa trasformare non solo gli spazi urbani, ma soprattutto le relazioni umane e il senso di comunità.

Come CeSVoP siamo orgogliosi di aver supportato questo progetto che si inserisce in un percorso di rigenerazione più ampio, dove il volontariato diventa vero motore di cambiamento sociale. Lo Sperone, da zona di degrado, si sta trasformando in una galleria d’arte a cielo aperto e in un laboratorio di cittadinanza attiva.

È questo il volontariato che vogliamo, continua la Petrillo: radicato nei territori, capace di costruire reti e di rendere protagoniste le comunità locali.

Nuovo Rapporto UNICEF

UNICEF/nuovo Rapporto Annuale dell’Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale: nel 2024 raggiunti oltre 30 mila bambine/i, adolescenti e giovani rifugiati e migranti con il programma in Italia
 
Nel 2024 sono state circa 66 mila le persone migranti e rifugiate arrivate in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, 2 su 10 erano bambine, bambini e adolescenti, tra cui circa 8.000 persone minorenni non accompagnate (MSNA). La rotta migratoria del Mediterraneo Centrale si attesta ancora tra le più pericolose: nel 2024 sono state circa 1.700 le persone morte o disperse nel Mediterraneo centrale tra cui molte persone di minore età.
Secondo i dati del nuovo Rapporto Annuale 2024 del Programma a sostegno di bambine/i, adolescenti, donne e famiglie migranti e rifugiati in Italia, l’UNICEF ha raggiunto lo scorso anno oltre 30 mila persone con interventi diretti, tra cui:
  •          24 mila minorenni con interventi di protezione incluso attraverso azioni di supporto alla salute mentale e prevenzione e risposta alla violenza di genere;
  •          900 adolescenti e giovani inseriti in affido familiare e/o supportati da mentori;
  •          7 mila minorenni in condizioni di svantaggio, inclusi migranti e rifugiati, hanno avuto accesso a programmi di sviluppo delle competenze linguistiche, digitali e trasversali.
Tra i risultati raggiunti anche attraverso il supporto delle piattaforme digitali:
  •          5.000 MSNA e giovani migranti e rifugiati iscritti alla piattaforma U-Report On The Move per un totale di 18.000 iscritti;
  •          700.000 in totale le persone raggiunte con messaggi di prevenzione e accesso ai servizi.
L’UNICEF ha risposto alle sfide legate ai bisogni di protezione di bambine/i e adolescenti, in continuità con gli anni passati, attraverso attività di primo supporto nelle aree di frontiera e transito, supporto legale e per la salute mentale e psicosociale, e tramite il rafforzamento dell’offerta e accessibilità dei servizi di prevenzione e risposta alla violenza di genere per donne e ragazze rifugiate e migranti, anche attraverso appositi spazi sicuri. Inoltre, l’UNICEF ha continuato a lavorare sui modelli di affido familiare per MSNA, mentoring per neomaggiorenni e per il rafforzamento del sistema di tutela volontaria. L’Organizzazione ha continuato a promuovere programmi di sviluppo delle competenze e orientamento professionale per l’inclusione sociale di minorenni in situazione di svantaggio, tra cui minorenni straniere/i non accompagnati/e, e a rafforzare le competenze linguistiche degli studenti neoarrivati. Sono proseguite inoltre per tutto il 2024 anche finestre e opportunità di partecipazione e ascolto.
Questi risultati sono stati raggiunti grazie al supporto di “PROTECT”, il progetto biennale finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) e alla collaborazione con diverse istituzioni a partire dal Ministero dell’Interno, Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero della Salute, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA).
Il 2025, pur confermando il calo dei numeri rispetto ai dati di due anni fa, con oltre 7.900 arrivi segna già un incremento rispetto ai dati registrati lo scorso anno nello stesso periodo. Si conferma anche la presenza di vulnerabilità specifiche tra le persone che arrivano.
“Resto sempre profondamente colpito dalle storie che ascoltiamo ogni giorno: testimonianze di chi ha affrontato il Mediterraneo alla ricerca di un futuro migliore, di chi ha potuto sviluppare il proprio talento grazie alla formazione o di chi ha sperimentato per la prima volta l’accoglienza familiare. Ogni storia conferma che un intervento mirato può fare la differenza. Anche in un contesto complesso, l’UNICEF, insieme ai suoi partner, continua a dimostrare che garantire protezione, supporto e opportunità ai minorenni più vulnerabili non è solo necessario, ma possibile. È essenziale trasformare queste esperienze in modelli concreti, ampliandone l’applicazione per costruire un sistema di accoglienza e inclusione più efficace e sostenibile” afferma Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore del programma in Italia dell’ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale.
Il programma dell’UNICEF in Italia è stato realizzato nel 2024 in sinergia con il Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS e grazie alla costante collaborazione con i partner istituzionali a livello europeo, nazionale e locale.
L’azione è stata possibile anche grazie al generoso contributo dei numerosi partner privati che sostengono i nostri interventi e grazie alle donazioni di cittadini, cittadine e aziende.
Gli interventi nel 2024 sono stati implementati inoltre grazie alla collaborazione con diverse organizzazioni, tra cui: AIPI Cooperativa Sociale, Approdi, ARCI/Approdi, Arciragazzi, Borgo Ragazzi Don Bosco, Centro PENC, CIAC, Coordinamento Nazionale Comunità accoglienti (CNCA), INTERSOS, Fondazione ISMU, Junior Achievement Italia, Refugees Welcome Italia, Save the Children Italia, Tangram, Terres des Hommes, oltre ai partner istituzionali, alle Università, al settore privato e ai media.
L’intervento sarà portato avanti per tutto il 2025 con l’obiettivo di raggiungere oltre 20 mila persone con interventi diretti, 200 mila con interventi online.
Per approfondimenti clicca qui per il report completo https://we.tl/t-7LXoZaquRX
Credits foto: UNICEF/Anicito/2024

Per le donne che hanno fatto la storia dei territori

Per le donne che hanno fatto la storia dei territori – 
Potenziare nei Comuni le iniziative per le pari opportunità, il superamento degli stereotipi, il ruolo delle donne nella cultura e nella storia, partendo dalle storie invisibili di donne incredibili che hanno contribuito alla crescita dei luoghi nei quali sono nate o vissute. Raccontare i territori attraverso la vita di figure femminili che hanno saputo valorizzarli e farli grandi, per ricostruire la memoria di quella “Italia delle donne” – dal nome di un progetto del ministero per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità – che attraverso la conoscenza, formazione e divulgazione può portare le comunità locali a riscoprire e valorizzare vicende e percorsi poco conosciuti.
È questo l’obiettivo principale del protocollo d’intesa siglato oggi a Roma al MAXXI tra la ministra Eugenia Roccella, la delegata alle Pari opportunità dell’Anci e sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, e il delegato alla Formazione, sindaco dell’Aquila e membro dell’Ufficio di presidenza Anci, Pierluigi Biondi.

A fare da cornice alla firma del protocollo, un ricco evento che ha visto la premiazione di venti biografie di “donne di penna”, “donne di scena” e “donne delle istituzioni”, provenienti da tutta Italia, selezionate fra le 387 con le quali gli enti locali hanno partecipato al primo avviso pubblico dell’”Italia delle donne”, appena concluso. E, accanto, la testimonianza di figure di spicco del mondo delle istituzioni, della cultura, della comunicazione e dello sport: Caterina Balivo, conduttrice televisiva, Claudia Gerini, attrice, Alessandra Necci, direttrice delle Gallerie Estensi e biografa storica, Daria Perrotta, ragioniere generale dello Stato, Laura Ramacciotti, rettrice dell’Università di Ferrara, Elisa Di Francisca, campionessa olimpica di scherma.
Attraverso l’istituzione di un comitato paritetico, Anci e Ministero si impegnano a condividere informazioni e attività di comunicazione rivolte alla formazione degli amministratori locali e del personale degli enti associati sui temi delle pari opportunità.
Altro obiettivo del protocollo, che avrà durata biennale, sarà quello di valorizzare il contributo delle donne alla storia dell’Italia, rendendolo visibile e riconoscibile nei territori nei quali sono state radicate anche attraverso la toponomastica, la promozione di iniziative, l’apposizione di targhe e l’intitolazione di luoghi o strutture nei comuni di origine.
“I territori sono il cuore pulsante dell’Italia e le donne fanno parte della loro storia, spesso poco conosciuta e poco raccontata – dichiara la ministra Eugenia Roccella -. Portare alla luce biografie di donne straordinarie, che tra mille difficoltà sono riuscite a rompere i tanti soffitti di cristallo, o anche straordinariamente ordinarie, portatrici di un’intima dimensione di cura sempre sottovalutata, serve a riannodare una memoria condivisa, a non dimenticare le battaglie del passato, ma anche a dare un senso ai traguardi raggiunti nel presente e all’impegno per il futuro. Sono felice che Anci abbia deciso di partecipare a questo progetto, perché i Comuni sono il primo luogo in cui può esprimersi un senso di comunità dove nessuna storia venga cancellata”.

“Sono profondamente orgogliosa di questo protocollo d’intesa – rimarca la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi – perché rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento e la valorizzazione delle storie delle donne nella nostra cultura e nella nostra storia. Questo non è solo un tema di rappresentanza; il vero focus è sulla rappresentazione. Attraverso il progetto ‘L’Italia delle donne’ – aggiunge la delegata Anci – ci impegniamo a superare gli stereotipi e a promuovere le pari opportunità, affinché le storie di queste straordinarie figure possano essere raccontate e celebrate. La rappresentazione delle donne è cruciale per modellare l’immaginario specie dei nostri bambini e delle nostre bambine, che devono apprendere il nostro alfabeto sociale. Se permettiamo a una bambina di immaginarsi come astronauta, scienziata o politica, ma la circondiamo di un universo in cui le donne non sono rappresentate come figure di eccellenza, è lì che dobbiamo agire.
“L’Italia delle Donne – dichiara il sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi – è un progetto che restituisce memoria e visibilità al contributo femminile nella storia dei nostri territori. Grazie all’impulso della ministra Eugenia Roccella, questa iniziativa non solo riconosce il ruolo delle donne nel passato, ma offre alle nuove generazioni modelli positivi di competenza e leadership. In Anci, attraverso la formazione, vogliamo rafforzare questo percorso, affinché il talento e il merito siano gli unici criteri di crescita per donne e uomini nelle istituzioni e nella società”.
foto: ufficio stampa Anci

Riforma fiscale terzo settore: il via libera dell’Unione europea

Riforma fiscale terzo settore: il via libera dell’Unione europea –

“La Commissione Europea ha dato il via libera alle norme fiscali in favore del Terzo Settore. È un traguardo atteso da anni, frutto di un lungo e intenso lavoro di questo Governo e di un costante confronto tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Bruxelles. Questo risultato rappresenta una svolta decisiva, ci permette finalmente di dare certezze e stabilità agli ETS e piena attuazione al Codice del Terzo Settore e per questo motivo ci tengo a ringraziare il Viceministro Bellucci”: così Marina Calderone, Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

“Dal 1° gennaio 2026 – spiega Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega al Terzo Settore – entrerà finalmente in vigore un regime fiscale ad hoc che prevede, tra le altre cose, la defiscalizzazione degli utili destinati allo svolgimento dell’attività statutaria o all’incremento del patrimonio. Inoltre, saranno introdotti specifici incentivi per gli investitori, ampliando le opportunità di finanziamento per gli enti del Terzo Settore. Tra le novità più significative, ricordo l’introduzione di nuovi strumenti di finanza sociale, come i titoli di solidarietà, che garantiranno agli investitori il medesimo trattamento fiscale riservato ai titoli di Stato, con l’applicazione dell’aliquota del 12,5%”.

“La Commissione Europea, quindi, stante le caratteristiche e unicità del Terzo Settore italiano e quanto rappresentato ampiamente dal nostro Governo, constata che le agevolazioni fiscali degli ETS non si configurano come aiuti di Stato, poiché  perseguono attività di interesse generale con finalità di pubblica utilità. Questo non solo rafforza il ruolo del Terzo Settore, ma è anche un chiaro riconoscimento dell’inestimabile valore del lavoro di questi enti, milioni di donne e uomini che animano il mondo della solidarietà sociale in Italia”, conclude Bellucci.

“L’arrivo della autorizzazione da parte della Ue pone le onlus nella condizione di aver tempo per decidere il loro futuro entro il 31 marzo 2026. Una situazione fiscale, per chi gestisce servizi sociosanitari sotto forma di ente non-profit, estremamente complessa. La riforma, ormai definitivamente approvata, si adegua bene a chi eroga servizi senza avere una dotazione di patrimonio immobiliare. Più problematico il tema dell’Imu per le realtà no profit , altrettanto complessa la disciplina dell’Iva sui servizi domiciliari sociosanitari e ancor di più la scelta, vista la complessità interpretativa dell’articolo 79 del codice unico del terzo settore, tra la qualifica di impresa sociale e di ente di terzo settore per chi oggi ha la qualifica di onlus. Aspettiamo ora l interpretazione dell’agenzia delle entrate che darà delle nuove norme ormai approvate”, ha commentato Luca Degani, Uneba Lombardia.

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Giornata Nazionale delle Università 2025

Giornata Nazionale delle Università 2025 – CRUI e ANCI insieme per la coesione sociale

Fin dal suo concepimento la Giornata Nazionale delle Università ha avuto come finalità quella di mostrare il ruolo propulsivo che le Università rivestono nello sviluppo del Paese e nella promozione della coesione sociale. Quest’anno l’attenzione si concentra in particolare sulle città universitarie, quali luoghi privilegiati dell’interazione sinergica tra Università e territori. Luoghi di produzione e di condivisione della conoscenza, le città universitarie sono piattaforme di innovazione al servizio del Paese. Di qui il rafforzamento della collaborazione CRUI – ANCI per rendere queste città sempre più funzionali, sostenibili, dinamiche e attrattive a beneficio non solo delle comunità studentesche, ma della più ampia popolazione urbana di cui queste sono parte. Un’occasione per riflettere sulla collaborazione tra Atenei, Amministrazioni Comunali e società civile, ma anche per promuovere nuove e più efficaci strategie di interazione per gli anni a venire.

Alla Giornata Nazionale delle Università 2025 intervengono:

Giovanna Iannantuoni, Presidente CRUI

Gaetano Manfredi, Presidente ANCI

Fabio Pollice, Delegato CRUI per la Giornata Nazionale delle Università

Alberto Felice De Toni, Delegato ANCI per l’Università e la Ricerca

Con l’occasione verranno presentati i risultati dell’indagine sulle collaborazioni fra Università e Amministrazioni Comunali nelle città universitarie e il protocollo d’intesa ANCI CRUI.

Ancora troppo poche Sindache

Ancora troppo poche Sindache – Giornata internazionale della donna 2025: ancora troppo poche Sindache e donne ai vertici. Il convegno “Agenda 2030 – Parità di genere: possibilità o necessità?”

A livello nazionale le Sindache sono il 16,6% su 7.904 Comuni italiani, a livello regionale siamo intorno al 15% e, se saliamo a cariche istituzionali più importanti, considerando ad esempio le Sindache di Capoluoghi di Provincia, scendiamo all’8,4, per non parlare delle Presidenti di Regione: solo 2 in tutta Italia, il 10%. Sono alcuni dei dati emersi nel corso del convegno “Agenda 2030 – Parità di genere: possibilità o necessità? Focus sulla presenza e il ruolo delle donne nella Pubblica Amministrazione oggi e domani”, che si è tenuto nell’aula Mazzini dell’Università di Genova (via Balbi, 5).

Il convegno, giunto alla seconda edizione, è stato organizzato dalle Sindache e Sindaci dei Comuni di Castelnuovo Magra, Civezza, Cosseria, Garlenda, Lavagna, Lucinasco, Pieve Ligure, Osiglia, Testico e Vezzano Ligure, in collaborazione con l’Università di Genova e con il supporto di Anci Liguria, RAI, Fondazione Compagnia di San Paolo e altri enti associativi, in occasione della Giornata internazionale della donna 2025.

I numeri

“I numeri descrivono una situazione non normale – afferma la Sindaca di Testico Lucia Moscato, in rappresentanza del Comitato promotore dell’evento – ancora troppo poche le Sindache come le donne al potere decisionale e negli organi di rappresentanza della cittadinanza. Abbiamo deciso di tenere la seconda edizione del convegno in questo luogo perché desideriamo cooperare con tutti, a partire dal mondo dell’Università e dei giovani”.

“La strada giusta da intraprendere – continua Moscato – è considerare che l’uguaglianza di genere va a braccetto con la giustizia sociale; quindi, dove c’è disuguaglianza di genere c’è anche ingiustizia sociale, e non c’è democrazia. Vogliamo essere paladine di un attenzionamento su questi temi e contribuire su tutti i piani di azione che possiamo costruire insieme ai giovani, perché sono quelli che si affacceranno a brevissimo nel futuro professionale e nelle scelte di vita, scelte che cominciano oggi: il futuro, infatti, è già oggi, ed è già migliore se si impara a cooperare con questa logica di non contrapposizione ma inclusiva”.

Tra i promotori del convegno ci sono anche dei Sindaci maschi, orgogliosi di mettere in pratica gli obiettivi dell’Agenda 2030 (obiettivo 5: raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze).

“E’ importante  vedere anche le novità positive che ci sono nel nostro Paese, che riguardano in generale  una maggiore partecipazione femminile alla ‘cosa pubblica’ – commenta il Sindaco di Cesio Fabio Natta, Vicepresidente di Anci Liguria – oggi le leader dei più grandi partiti italiani sono donne, non lo sono in quanto donne, non lo sono da due giorni ma ormai da tempo, e questo può essere un segnale di riflessione anche verso il basso, ad andare a individuare quelle che sono invece ancora le criticità che in una regione come la nostra, ad esempio, vedono una partecipazione non adeguata della componente femminile, in termini di quantità e non di qualità ovviamente. Fa piacere che questa iniziativa sia stata ancora una volta promossa dalle nostre tante Sindache, nella maggior parte di piccoli Comuni, che testimoniano una capacità di affrontare i problemi quotidiani e di risolverli”.

Violenza sulle donne, CambiaMenti a Trento

Violenza sulle donne, CambiaMenti a Trento – Sono 76 gli uomini seguiti nel 2024 dal Centro Uomini Autori di Violenza (Cuav) con il progetto CambiaMenti, 23 nella sede di Rovereto e 53 in quella di Trento, dove si svolgono due dei tre percorsi avviati nel 2024. Alcuni di loro sono entrati nel corso dell’anno, mentre altri hanno continuato l’attività intrapresa nel 2023.

Il Centro di Trento offre agli uomini una serie di percorsi di sostegno per emanciparsi da comportamenti prevaricatori e violenti, agendo in un’ottica di prevenzione e riduzione del rischio di recidiva. I gruppi sono gestiti da psicologi e altre figure specializzate nell’ambito del contrasto alla violenza maschile contro le donne.

Si tratta di un servizio gratuito rivolto a uomini autori di violenza che arrivano con sentenza di pena sospesa o sono inviati dai propri avvocati, o che ancora accedono volontariamente in assenza di denunce e procedimenti penali per lavorare su sé stessi.

Il progetto

Il progetto è gestito dalla Fondazione Famiglia Materna di Rovereto in collaborazione con Alfid – Associazione Laica Famiglie in Difficoltà di Trento, con il finanziamento della Provincia Autonoma di Trento. Il Comune, in collaborazione con la Circoscrizione Centro Storico Piedicastello, nel 2023 ha individuato lo spazio per ospitare anche a Trento il Centro Uomini Autori di Violenza (Cuav), che fino a quel momento aveva sede solo a Rovereto. Si tratta di due locali al piano terra dell’edificio di via Verruca 1, che per nove anni sono assegnati a Alfid a fronte della corresponsione simbolica di 100 euro annui e del rimborso spese per l’utilizzo delle utenze (acqua, luce e gas).

Il sostegno del Comune al percorso “CambiaMenti” nasce dalla volontà del Consiglio comunale di individuare a Trento uno spazio in cui gli uomini che adottano comportamenti violenti nelle relazioni affettive e familiari possano trovare un punto di ascolto cui rivolgersi. Con la deliberazione numero 36 approvata il 5 aprile del 2022, il Consiglio ha inoltre ribadito l’importanza di individuare una filiera “virtuosa” con gli altri Servizi già presenti sul territorio, intercettando situazioni “a rischio” che potrebbero trasformarsi e degenerare, anche a danno di eventuali minori, sottolineando il ruolo delle istituzioni nel supportare sia le donne vittime di violenza che gli uomini volenterosi di cambiare i propri comportamenti.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa, è possibile chiamare il numero 379.2106182 dal lunedì al venerdì, con orario 8.30 – 12.30 e 14 – 18, oppure scrivere all’indirizzo cambiamenti.cuav.tn@gmail.com.

in copertina: un’immagine della campagna di comunicazione di CambiaMenti