Le dichiarazioni di von der Leyen e Zelenskyy dopo l’incontro

È un piacere darvi nuovamente il benvenuto a Bruxelles. Sono molto lieta di essere qui con voi oggi per il nostro incontro bilaterale appena svoltosi, ma anche per il VTC che avremo poi nella Coalizione dei Volentieri. E naturalmente, sono molto lieto di poter accompagnare voi e gli altri leader europei all’incontro di domani con il Presidente degli Stati Uniti alla Casa Bianca.

Fin dall’inizio della brutale invasione russa, l’Europa è stata al fianco dell’Ucraina, unita, e la sosterremo finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. E questa pace deve essere raggiunta con la forza. Vorrei soffermarmi sui punti principali.

In primo luogo, dobbiamo disporre di solide garanzie di sicurezza per proteggere sia l’Ucraina che gli interessi vitali di sicurezza dell’Europa. L’Ucraina deve essere in grado di difendere la propria sovranità e integrità territoriale. Non ci possono essere limitazioni alle forze armate ucraine, che si tratti di cooperazione con altri paesi terzi o di assistenza da parte di altri paesi terzi: nessuna limitazione per le forze armate ucraine. Come ho spesso affermato, l’Ucraina deve diventare un porcospino d’acciaio, indigeribile per potenziali invasori. Accogliamo con favore la disponibilità del Presidente Trump a contribuire alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, simili a quelle dell’Articolo 5. E la Coalizione dei Volenterosi, inclusa l’Unione Europea, è pronta a fare la sua parte. Sappiamo che il lavoro di difesa dell’Europa è prima di tutto una nostra responsabilità. E abbiamo lavorato duramente per accelerare e potenziare l’opera, incrementando al contempo la capacità di difesa europea. Attraverso lo strumento SAFE, garantiamo che le esigenze di difesa degli Stati membri e dell’Ucraina possano essere soddisfatte e che la base di difesa industriale dell’Ucraina sia rafforzata. Penso in particolare ai droni. Questo è nel nostro reciproco interesse e intendo recarmi negli Stati membri in prima linea nelle prossime settimane. Allo stesso tempo, continuiamo a sostenere il percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Unione Europea. Anche questo rappresenta di per sé una garanzia di sicurezza.

Il mio secondo punto, riguardo a qualsiasi questione territoriale in Ucraina, è che la nostra posizione è chiara: i confini internazionali non possono essere modificati con la forza. Queste sono decisioni che spettano all’Ucraina e solo all’Ucraina, e non possono essere prese senza la partecipazione dell’Ucraina.

Terzo e ultimo punto: finché continuerà lo spargimento di sangue in Ucraina, l’Europa manterrà la pressione diplomatica e, in particolare, economica sulla Russia. Continueremo a rafforzare le sanzioni. Finora abbiamo adottato 18 pacchetti e stiamo portando avanti i preparativi per il 19°. Questo pacchetto sarà disponibile all’inizio di settembre. Sappiamo che le sanzioni sono efficaci, abbiamo già messo a frutto i beni immobilizzati della Russia a beneficio dell’Ucraina e continueremo a esercitare pressione sull’economia di guerra russa per portare il Presidente Putin al tavolo dei negoziati.

Stiamo lavorando con lei, Volodymyr, e con il Presidente Trump in questo senso. Discuteremo di tutti questi argomenti e di altri ancora nel nostro incontro congiunto alla Casa Bianca domani. Questi sono tempi difficili; solo l’Ucraina può scegliere il proprio destino, ma l’Ucraina può sempre contare sull’Europa.

qui il video della conferenza stampa: clicca e guarda

Rifugiati in Rifugio, tutti gli ostacoli della rotta balcanica

In cammino verso il secondo incontro del ciclo Rifugiati in Rifugio. In viaggio tra le montagne: tutti gli ostacoli della rotta balcanica

Sarà sabato 23 agosto, alle ore 14.00, al Rifugio Pellarini (1499 mt., Società Alpina delle Giulie-CAI Trieste, Tarvisio), il secondo incontro del ciclo “Rifugiati in rifugio. Dialoghi per condividere e conoscere”, promosso congiuntamente da ASGI e Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema “In viaggio tra le montagne: tutti gli ostacoli della rotta balcanica”.

Le montagne segnano i confini, le frontiere spesso corrono sulle loro cime. Confini sui quali si sono combattute guerre, e le Alpi Giulie ne sono emblematiche : dalla Prima Guerra mondiale alla Guerra Fredda, le costruzioni militari segnano il paesaggio.
Confini che però sono anche capaci di annullarsi per diventare luoghi di incontro tra popoli e culture.

La cima è uno spazio condiviso in cui la frontiera svanisce, cancellata dalla stretta di mano tra alpinisti saliti da versanti opposti. In quella stretta di mano, la “frontiera” diventa “confine” nel suo senso proprio di luogo in cui si finisce insieme.

Non per tutti. La frontiera ad est dell’Italia è il luogo in cui si conclude per molti migranti la « rotta balcanica », una via migratoria pericolosissima in cui agli ostacoli naturali si sommano i soprusi e le violazioni dei diritti umani commessi dall’uomo.

Ed è proprio dove quella rotta si conclude che vogliamo parlarne, con chi ne è stato protagonista. Shahzad Manzoor, introdurrà l’incontro raccontando il suo viaggio, cominciato in Pakistan quando aveva tredici anni e conclusosi proprio Tarvisio, dove esprime la sua creatività come cuoco all’hotel Il Cervo.

Continueranno Devisri Nambiar, antropologa culturale e operatrice socio legale, e Anna Brambilla, avvocata di ASGI, esperta di tutela dei diritti umani, che illustreranno i motivi di quel movimento di persone e le responsabilità di Stati e autorità pubbliche per le violazioni dei diritti umani connesse al modo in cui le frontiere sono controllate e gestite.

Accompagneranno il dibattito le parole in musica di Nicole Coceancig, vincitrice del Premio Ciampi 2024 con il disco Zohra, che narra la rotta balcanica di una ragazza fuggita dal Pakistan travestendosi da uomo.

Il rifugio Pellarini (cartina Tabacco 019 Alpi Giulie Occidentali-Tarvisiano) può essere raggiunto con vari percorsi. I due sentieri più comuni sono il classico sentiero CAI 616 e il “nuovo percorso”, un po’ più sconnesso segnato con frecce e bollini rossi.

Entrambi i percorsi comportano 2h circa di cammino per 600m di dislivello e partono dal parcheggio P2 in Val Saisera.

L’accesso al rifugio è in autonomia, si raccomanda di verificare il grado di difficoltà del percorso e di essere equipaggiati di adeguato abbigliamento tecnico.

In caso di maltempo il programma potrebbe essere modificato, si raccomanda pertanto di verificare il giorno precedente e il giorno stesso in questa pagina Facebook eventuali aggiornamenti.

Libertà dei media, nuovo regolamento europeo

Oggi entra in vigore in tutta l’Unione europea il regolamento europeo sulla libertà dei media. Il regolamento introduce numerosi vantaggi per le imprese del settore dei media, i giornalisti e i cittadini, offrendo ai fornitori di servizi di media una maggiore certezza del diritto e rafforzandone l’indipendenza.

Il regolamento europeo sulla libertà dei media è concepito per rafforzare la libertà, l’indipendenza e il pluralismo dei media nel mercato interno dell’UE.
Tra le altre cose assicura una maggiore protezione ai giornalisti, garantisce adeguati finanziamenti e la libertà editoriale dei media del servizio pubblico, previene la rimozione ingiustificata di contenuti mediatici da parte di piattaforme online di dimensioni molto grandi e istituisce il comitato europeo per i servizi di media.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: “L’entrata in vigore del regolamento europeo sulla libertà dei media segna una pietra miliare nei nostri sforzi per promuovere un ambiente mediatico più forte e più sicuro nell’UE. I fornitori di media possono ora  godere di una maggiore certezza del diritto, i giornalisti di una maggiore protezione, anche nei confronti degli spyware e di chi divulga le loro fonti, e i cittadini possono approfittare di un paesaggio mediatico più pluralistico e indipendente in tutta l’UE.”

Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la giustizia e lo Stato di diritto, ha dichiarato: “I media indipendenti sono la spina dorsale di tutte le democrazie. Con l’entrata in applicazione del regolamento europeo sulla libertà dei media, i media e i giornalisti in tutta l’UE ottengono garanzie senza precedenti e i cittadini possono confidare che le notizie di cui usufruiscono siano basate sui fatti e non su un’agenda imprenditoriale o politica.”

La maggior parte delle disposizioni del regolamento sono applicabili sin d’ora,  mentre alcune rimanenti disposizioni, riguardanti i diritti degli utenti di personalizzare le offerte di media su dispositivi e interfacce e di controllare l’accesso ai servizi di media, entreranno in vigore l’8 maggio 2027.

Vacanze, il rapporto di Openpolis sulle famiglie in difficoltà

Ogni anno, in Italia, molte famiglie si trovano a dover fare a meno delle attese vacanze estive. La difficoltà di permettersi una settimana di ferie lontano da casa riguarda anche tante famiglie con figli che, nonostante il desiderio di offrire ai propri bambini un’esperienza di svago e crescita, si trovano ad affrontare limitazioni economiche.

Rinunce di questo tipo non riguardano solo il tempo libero delle persone. Per molti bambini e ragazzi significa rinunciare a esperienze importanti, anche formative. In altri termini, un divario nella condizione sociale ed economica che comporta anche un gap nelle opportunità educative. Il classico meccanismo con cui opera la povertà educativa.

Openpolis ha approfondito questa dinamica e quanto possono incidere questo tipo di disuguaglianze sui bambini e i ragazzi.

Nel 2024 circa il 28% delle famiglie con un figlio minore non ha potuto permettersi di fare una settimana di vacanze lontano da casa. La percentuale aumenta al crescere del numero di figli. Infatti, il 30% delle famiglie con due figli minori e il 44,4% di quelle con tre o più figli ha dichiarato di non potersi permettere una settimana di ferie all’anno.

Una realtà che evidenzia come le difficoltà economiche vissute da tante famiglie in Italia non sia un problema unicamente in termini monetari. Si tratta anche di una condizione strutturale che limita il benessere di molte persone, in particolare dei più piccoli.

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Il Museo Riso vince il Piano per l’arte contemporanea 2025

Il Museo regionale d’arte moderna e contemporanea Riso di Palermo conquista un importante traguardo al Piano per l’arte contemporanea (Pac 2025), promosso dalla direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura.
Con il progetto “Percorsi di Memoria #3”, il Riso si classifica secondo a livello nazionale nella linea 1 (acquisizione di opere realizzate negli ultimi 70 anni), ottenendo l’intero finanziamento di quasi 150 mila euro. Tutte le risorse saranno destinate all’acquisizione e valorizzazione delle opere, che entreranno a far parte della collezione permanente del museo. Il Pac 2025 ha stanziato complessivamente 3 milioni di euro e si articola in tre linee di intervento: acquisizione, produzione e valorizzazione di donazioni.
«Questo risultato – dichiara l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – è motivo di orgoglio e conferma la capacità del Riso di proporre progetti di alto valore culturale, capaci di intrecciare arte contemporanea e patrimonio siciliano».
Al centro del progetto, tre video-opere del duo Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni) e un’opera di Flavio Favelli, entrambe frutto di un dialogo profondo con la storia, la memoria e l’identità siciliana. Le ricerche artistiche dei Masbedo, già autori di progetti come “Videomobile” per Manifesta 12 e di Favelli, noto per trasformare oggetti e memorie in nuove narrazioni visive, si inseriscono perfettamente nella missione del Riso: raccontare la Sicilia contemporanea attraverso linguaggi diversi.
«Il secondo posto al Pac 2025 – aggiunge la direttrice del museo, Evelina De Castro – rafforza la nostra linea progettuale: costruire oggi il patrimonio che sarà la storia di domani. Un museo pubblico ha il compito di raccogliere e custodire i segni artistici del proprio tempo, trasformandoli in materia viva per le generazioni future».
foto: ufficio stampa Regione Sicilia

Antigone: nelle carceri l’emergenza è adesso

Sovraffollamento, caldo insopportabile, diritti calpestati. Aumentano le persone detenute, peggiorano le condizioni di vita. Si moltiplicano i suicidi, le proteste, le segnalazioni di trattamenti inumani.

Nelle carceri italiane, l’emergenza è adesso.

– In 62 istituti il tasso di affollamento supera il 150%. In 8 casi arriva oltre il 190%.
– Il 35% delle carceri visitate ha celle dove non si garantiscono nemmeno 3 mq a persona.
– In alcune carceri minorili le persone detenute dormono su materassi a terra. In molte carceri manca la ventilazione, l’acqua è limitata e l’assistenza sanitaria inadeguata.
– Solo nei primi sei mesi del 2025 si sono registrati 45 suicidi.

Abbiamo visitato 86 istituti penitenziari in dodici mesi, ed è da lì che nasce il nostro nuovo rapporto di metà anno: “L’emergenza è adesso”.
Le risposte del Governo? Promesse edilizie irrealistiche, misure alternative poco applicate, norme più dure che colpiscono i più fragili.
“Non servono nuove carceri, ma coraggio politico, depenalizzazione, misure alternative credibili e rispetto della dignità umana”, dichiara il presidente Patrizio Gonnella.

Qui per leggere il report di Antigone: clicca e scarica

Anci Sicilia, convocati i Comuni sui tagli al fondo minori

Alla luce della drammatica riduzione delle risorse statali destinate all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), ANCI Sicilia ha convocato per martedì 12 agosto alle ore 9:30 un incontro in videoconferenza con i Sindaci dei Comuni siciliani, gli Assessori ai Servizi Sociali e gli Assessori al Bilancio, per discutere una posizione comune da assumere a tutela degli enti locali e dei diritti fondamentali dei minori accolti.

Il confronto nasce in risposta alla circolare del Ministero dell’Interno n. 23156 del 28 maggio 2025, con cui è stata ridotta, in modo unilaterale e con effetto retroattivo, la copertura dei costi sostenuti dai Comuni per l’accoglienza dei MSNA, portandola dal 100% al 35%. Una decisione che rischia di travolgere l’intero sistema, con ricadute devastanti sui bilanci degli enti locali siciliani, già segnati da anni da crisi strutturali.

In particolare, per le annualità 2023 e 2024 la misura retroattiva della circolare potrebbe avere un impatto economico stimato in circa 60 milioni di euro per la sola Sicilia, con conseguenti rischi di squilibrio finanziario, responsabilità erariali in capo agli amministratori e l’impossibilità, in molti casi, di garantire i servizi essenziali.

ANCI Sicilia, esprimendo la massima preoccupazione per quanto sta accadendo, ribadisce che non può essere demandato ai Comuni l’onere esclusivo di una responsabilità che la legge affida allo Stato, e sottolinea come l’attuale quadro normativo e finanziario rischi di compromettere gravemente anche la tutela concreta dei minori, che andrebbero sempre e comunque protetti, secondo i principi costituzionali e del diritto internazionale.

Nel corso dell’incontro del 12 agosto sarà anche esaminata l’ipotesi di trasmettere alle Prefetture siciliane una richiesta formale per il trasferimento dei minori attualmente ospitati in strutture accreditate dalla Regione Siciliana verso centri della rete SAI o altre strutture a totale carico dello Stato, così da evitare ulteriori aggravi per i bilanci comunali.

«Siamo dinanzi a un passaggio critico – dichiara il segretario generale di ANCI Sicilia Mario Emanuele Alvano – che impone scelte coraggiose e condivise. Non è accettabile che, con una circolare, si modifichino retroattivamente regole che comportano conseguenze economiche insostenibili per gli enti locali”. “Né è tollerabile – dichiara il presidente di ANCI Sicilia Paolo Amenta – assistere al rischio di abbandono dei minori più fragili per l’assenza di una regia nazionale coerente. L’incontro del 12 agosto sarà l’occasione per valutare insieme le azioni da intraprendere, nella consapevolezza che il silenzio e l’inazione oggi avrebbero un costo altissimo domani».

Borgo Molara, da bene confiscato a giardino di comunità

Grande divertimento di bambini, bambine e famiglie con I Colori del Volontariato: una festa di comunità al Giardino di Borgo Molara che ha coniugato armonicamente l’energia del volontariato e l’impegno civico.

La festa si è svolta all’interno del bene confiscato dove è nato il Giardino di Borgo Molara che, per l’occasione, si è trasformato in un mosaico di colori, arricchito dalla gioia e dalla solidarietà dei partecipanti all’iniziativa che ha celebrato la rinascita di questo spazio. Il Giardino di Borgo Molara è, infatti, un bene confiscato alla mafia che, grazie all’impegno costante delle associazioni del territorio, è stato restituito alla comunità come simbolo di legalità e partecipazione civica. Oggi, questo spazio verde è diventato un punto di riferimento per il quartiere dove si intrecciano storie di volontariato, solidarietà e speranza. L’iniziativa è stata organizzata da tre importanti e significative realtà del volontariato locale: People Help The People, PedagogicaMente e Butterfly Dreams, unite dall’obiettivo comune di promuovere aggregazione sociale e partecipazione attiva. Ha avuto pure il supporto del CeSVoP perchè rientra nel tavolo di co-progettazione della IV Circoscrizione di Palermo e si inserisce nel ricco calendario di eventi di Palermo Capitale Italiana del Volontariato; un riconoscimento che celebra l’impegno e la vitalità del tessuto associativo palermitano.

Tra i diversi giochi che hanno coinvolto giovani e famiglie il pomeriggio si è concluso con il divertentissimo Color Party dove bambini e adulti si sono potuti immergere in un’esplosione di polveri colorate che ha trasformato il giardino in una tela vivente. A seguire si è svolta l’inaugurazione della Bacheca delle iniziative: uno spazio per la condivisione e la promozione delle attività del territorio dove le associazioni hanno presentato i loro progetti per creare nuove sinergie con tutto il quartiere.

“Da cinque anni frequento questo posto a cui sono molto legato – ha raccontato il piccolo Salvatore di quasi 13 anni – . E’ un posto bellissimo in cui ci sentiamo molto felici perchè ci sono alcuni animatori che ci fanno divertire tantissimo.”
“E’ molto bello, in questo luogo meraviglioso, in mezzo alla natura, svolgere tante attività con i bambini e le bambine – ha continuato Valentino Guardì di 20 anni che sta facendo il servizio civile -. La cosa bella è che, nel cercare di farli divertire, ci trasmettono una grandissima gioia che ci fa stare bene per tutta la giornata.”
“Mia figlia più piccola di 12 anni – ha aggiunto Anna Orrù, mamma di due figli – viene sempre con grande piacere in questo giardino. Per noi genitori è davvero una fortuna che ci sia questo spazio verde dove i nostri figli possono fare tanti giochi sani all’aria aperta.”

“Siamo molto soddisfatti dei risultati che abbiamo raggiunto se pensiamo che prima questo luogo era una discarica di rifiuti di ogni tipo – ha sottolineato Giuseppe Labita presidente di People Help The People che gestisce il bene dal 2019 -. In questi anni la comunità di Borgo Molara ha accolto con entusiasmo questo spazio aggregativo ed educativo all’aperto. Il nostro desiderio è pure quello di portare avanti in futuro alcune iniziative culturali che coinvolgano tutta la città. L’auspicio è quello di continuare ad avere sempre la forza e la capacità per sostenere la crescita di questo giardino. Con orgoglio, siamo stati pure oggetto di interesse di una università inglese che è rimasta colpita dalla storia di rinascita di questo luogo.”

“Questa iniziativa rappresenta perfettamente l’essenza di Palermo Capitale Italiana del Volontariato 2025 – afferma Giuditta Petrillo, presidente del CeSVoP -. Vedere un bene confiscato alla mafia trasformarsi in uno spazio di aggregazione e solidarietà attraverso l’impegno delle associazioni locali è la dimostrazione più tangibile di come il volontariato possa essere strumento di riscatto sociale e rigenerazione urbana. Il Giardino di Borgo Molara non è solo un luogo fisico restituito alla legalità, ma è diventato un simbolo di quella partecipazione diffusa che caratterizza il nostro approccio: un volontariato che non aspetta, ma che si fa promotore attivo di cambiamento. La collaborazione tra People Help The People, PedagogicaMente e Butterfly Dreams, supportata dal nostro Centro di Servizio, dimostra come i tavoli di co-progettazione territoriali stiano producendo frutti concreti, coinvolgendo direttamente i cittadini nella costruzione di una comunità più coesa e solidale. Eventi come questo sono semi di futuro che gettiamo nel solco della Fondazione di Comunità che stiamo costruendo: un’eredità permanente che continuerà a sostenere progetti di sviluppo locale anche oltre il 2025.”

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foto: ufficio stampa Cesvop

Msna, Anci Sicilia: Taglio dei fondi insostenibile per i Comuni

“Manifestiamo la forte preoccupazione dei Comuni siciliani in merito alle recenti decisioni che prevedono un drastico ridimensionamento dei fondi statali destinati all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati – ha scritto Paolo Amenta, presidente di ANCI Sicilia, in una lettera indirizzata al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Sottosegretario Ministero dell’Interno Molteni, al Ragioniere Generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze Perrotta, al Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno Sempreviva, al Capo di Gabinetto del Ministero dell’Economia e delle Finanze Varone e, per conoscenza, all’Assessore regionale Famiglia, Politiche sociali e Lavoro Nuccia Albano, ai Prefetti della Sicilia, al Presidente di ANCI Nazionale Manfredi, al Sindaco di Teramo Delegato ANCI Immigrazione, politiche per l’integrazione e accoglienza D’Alberto e a tutti i Sindaci e Commissari Straordinari dei Comuni Siciliani – una misura che rischia di mettere in crisi i Comuni siciliani, già gravati da difficoltà finanziarie strutturali”.

I Comuni dell’isola, si legge nella lettera inviata anche alla Deputazione Nazionale eletta in Sicilia, accolgono circa un terzo dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia: un dato che conferma l’assoluta insostenibilità di un trasferimento di responsabilità finanziarie dallo Stato agli enti locali. In particolare, la nuova copertura prevista, che risulta essere pari solo al 35% dei costi, obbliga i Comuni a farsi carico del restante 65%, con ripercussioni dirette sulla tenuta dei bilanci e sull’erogazione dei servizi.

A rendere la situazione ancora più grave, si aggiunge il mancato rimborso di oltre 190 milioni di euro relativi al biennio 2023–2024 su base nazionale, di cui 60 milioni spettanti ai Comuni siciliani che, nel frattempo, hanno continuato a garantire l’accoglienza anticipando risorse proprie.

“Si tratta – dichiara il presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta – di una scelta che ci fa arretrare sul piano umanitario e scarica sui Comuni una responsabilità nazionale, senza alcun confronto preventivo con i territori e senza una regia unitaria tra sistema di prima accoglienza e SAI”.

A rischio anche l’intero comparto delle cooperative sociali siciliane, che segnalano gravi difficoltà nel sostenere i costi del personale e dei servizi, compromettendo la continuità delle attività di accoglienza.

Il Presidente di ANCI Sicilia chiede quindi con urgenza:

  • il ripristino della copertura integrale dei costi sostenuti dai Comuni;

  • l’immediata liquidazione delle somme arretrate;

  • l’apertura di un tavolo tecnico nazionale con il coinvolgimento di ANCI Sicilia, Regione, Prefetture e terzo settore.

“In assenza di risposte concrete – conclude Amenta – i Comuni siciliani si riservano di adottare tutte le iniziative necessarie a tutela degli enti rappresentati e della tenuta finanziaria locale”

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copertina: Paolo Amenta, foto Anci Sicilia