Conclusa la 15a Conferenza nazionale di statistica, il tradizionale appuntamento promosso dall’Istituto Nazionale di Statistica anche quest’anno ha messo a confronto i protagonisti del Sistema Statistico Nazionale, esperti, utenti, ricercatori, produttori e utilizzatori dei dati sulle prospettive della statistica ufficiale.

L’edizione appena conclusa non poteva che essere dedicata al tema dell’Intelligenza Artificiale che, per il suo enorme potenziale di innovazione, rappresenta anche per la statistica una delle principali sfide attuali e future. L’IA apre infinite opportunità per la produzione di dati basata sui sistemi integrati dei registri statistici, per le “Trusted Smart Statistics”, per gli sviluppi dei Big Data, che si affiancano alle crescenti esigenze di informazione statistica pubblica di qualità.

La rilevanza del tema affrontato nel corso della Conferenza è stata premiata dai numeri:150 relatori, 232 poster scientifici, 38mila visualizzazioni sui canali social, 4.300 partecipanti da remoto, 1.100 partecipanti alla Conferenza in presenza.

“La Conferenza è un incontro speciale, per molte ragioni. È l’appuntamento che, dal 1992, riunisce il Sistan, cioè la comunità della Statistica ufficiale, per incontrarsi, condividere conoscenza ed esperienze, metodologie, strumenti, e tecniche, per riflettere sulle domande che emergono dai cittadini e dalle istituzioni, per interrogarsi insieme sulle risposte più adeguate e appropriate da dare a quelle domande, con grande attenzione ai mutamenti del nostro contesto di azione”, ha dichiarato aprendo i lavori Francesco Maria Chelli, presidente Istat.

Tra gli interventi dei numerosi ospiti molti i richiami all’importanza che l’IA sta assumendo sia in ambito statistico che normativo, sociale, economico.

“L’utilizzo dell’Intelligenza artificiale offre un terreno ricco di opportunità perché ci permette di migliorare l’efficienza e l’innovazione e semplificare procedure amministrative” ha affermato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione e Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa, ha osservato che “l’intelligenza artificiale è uno strumento molto utile” ma dev’essere utilizzata sotto il controllo umano.

Forti i richiami anche all’etica, per Paolo Benanti, professore Pontificia Università italiana, “il rigore scientifico deve accompagnare l’innovazione di strumenti che per la prima volta vogliono essere predittivi e, in quanto tali, sono anche produttivi di un comportamento all’interno di un gruppo sociale”

Durante l’incontro “Definire e misurare la povertà educativa”, a cui ha partecipato il viceministro del Lavoro e della Politiche sociali Maria Teresa Bellucci, sono stati presentati i primi risultati della misurazione di questo fenomeno multidimensionale. In tale ambito l’Istat si è fatto promotore di una Commissione scientifica inter-istituzionale a cui partecipano anche UNICEF, World Bank e UNESCO, Save the Children, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’Impresa sociale Con i Bambini, ANCI e INPS.

Come affermato da Monica Pratesi, direttrice del Dipartimento per la produzione statistica Istat: «I primi risultati permettono una mappatura del territorio italiano a livello comunale, che ci consente di evidenziare moltissime differenze territoriali, per esempio fra i comuni delle aree urbane e non. Ci sono zone del meridione sopra la media nazionale e zone in Lombardia e Veneto sotto la media sia per risorse disponibili sia per esiti individuali».

Matteo Piantedosi, ministro dell’interno, ha sottolineato come “non sia possibile affrontare il tema dell’IA solo con la tecnologia, fondamentali sono l’etica e il diritto. La questione centrale – ha ribadito il ministro – è sempre il contributo umano, ovvero chi governa la macchina”.

Particolarmente incisivi i due keynote speech di Francesco Ubertini, presidente CINECA (La strategia europea delle AI-factories e il ruolo dell’Italia) e di Piero Cipollone, Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea (L’Intelligenza Artificiale e la BCE).

Nell’ambito della Conferenza è stato inoltre presentato il 7° Rapporto Istat sui Sustainable Development Goals (SDGs) con l’aggiornamento e l’analisi delle misure statistiche finalizzate al monitoraggio dell’Agenda 2030 per il nostro Paese.

Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, e la campionessa olimpica Manuela Di Centa hanno partecipato alla tavola rotonda Misurare lo sport. Un Conto satellite Istat, metodologia implementata per misurare il valore aggiunto lordo del settore dello Sport.

Nel suo discorso conclusivo il presidente Chelli ha sottolineato come “l’utilizzo di Intelligenza Artificiale e Machine Learning è certamente un passaggio inevitabile nella statistica ufficiale. Tra i benefici attesi ci sono la possibilità di utilizzare a fini statistici fonti di dati non tradizionali, come immagini, segnali, testi, reti, in modo integrato con le tradizionali fonti, per ridurre i costi di rilevazione e il peso statistico sui rispondenti, e in linea con gli indirizzi a livello europeo e internazionale. Ma permangono “problemi, di natura metodologica, epistemologica e perfino etica, che riguardano la rappresentatività e la qualità dei dati”.

“La discussione che si è avviata in questa Conferenza è stata una prima occasione utile alla definizione di una politica per la qualità per i prossimi cinque anni, compresi gli investimenti sulla qualità dell’Istat, insieme a tutti i soggetti del Sistan”, ha concluso il presidente Chelli. “L’Istat e il Sistan affronteranno insieme e con occhi nuovi questo passaggio. Dovremo sperimentare, provare, progettare e condividere esperienze, compiere quel balzo in avanti che si prospetta sul fronte dell’interoperabilità delle rispettive banche dati. E dovremo, insieme, anche guardare con occhi nuovi fuori dal nostro perimetro consueto. Dovremo fare anche molta palestra, molta formazione”.

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