Anci Sicilia, convocati i Comuni sui tagli al fondo minori

Alla luce della drammatica riduzione delle risorse statali destinate all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), ANCI Sicilia ha convocato per martedì 12 agosto alle ore 9:30 un incontro in videoconferenza con i Sindaci dei Comuni siciliani, gli Assessori ai Servizi Sociali e gli Assessori al Bilancio, per discutere una posizione comune da assumere a tutela degli enti locali e dei diritti fondamentali dei minori accolti.

Il confronto nasce in risposta alla circolare del Ministero dell’Interno n. 23156 del 28 maggio 2025, con cui è stata ridotta, in modo unilaterale e con effetto retroattivo, la copertura dei costi sostenuti dai Comuni per l’accoglienza dei MSNA, portandola dal 100% al 35%. Una decisione che rischia di travolgere l’intero sistema, con ricadute devastanti sui bilanci degli enti locali siciliani, già segnati da anni da crisi strutturali.

In particolare, per le annualità 2023 e 2024 la misura retroattiva della circolare potrebbe avere un impatto economico stimato in circa 60 milioni di euro per la sola Sicilia, con conseguenti rischi di squilibrio finanziario, responsabilità erariali in capo agli amministratori e l’impossibilità, in molti casi, di garantire i servizi essenziali.

ANCI Sicilia, esprimendo la massima preoccupazione per quanto sta accadendo, ribadisce che non può essere demandato ai Comuni l’onere esclusivo di una responsabilità che la legge affida allo Stato, e sottolinea come l’attuale quadro normativo e finanziario rischi di compromettere gravemente anche la tutela concreta dei minori, che andrebbero sempre e comunque protetti, secondo i principi costituzionali e del diritto internazionale.

Nel corso dell’incontro del 12 agosto sarà anche esaminata l’ipotesi di trasmettere alle Prefetture siciliane una richiesta formale per il trasferimento dei minori attualmente ospitati in strutture accreditate dalla Regione Siciliana verso centri della rete SAI o altre strutture a totale carico dello Stato, così da evitare ulteriori aggravi per i bilanci comunali.

«Siamo dinanzi a un passaggio critico – dichiara il segretario generale di ANCI Sicilia Mario Emanuele Alvano – che impone scelte coraggiose e condivise. Non è accettabile che, con una circolare, si modifichino retroattivamente regole che comportano conseguenze economiche insostenibili per gli enti locali”. “Né è tollerabile – dichiara il presidente di ANCI Sicilia Paolo Amenta – assistere al rischio di abbandono dei minori più fragili per l’assenza di una regia nazionale coerente. L’incontro del 12 agosto sarà l’occasione per valutare insieme le azioni da intraprendere, nella consapevolezza che il silenzio e l’inazione oggi avrebbero un costo altissimo domani».

Msna, Anci Sicilia: Taglio dei fondi insostenibile per i Comuni

Manifestiamo la forte preoccupazione dei Comuni siciliani in merito alle recenti decisioni che prevedono un drastico ridimensionamento dei fondi statali destinati all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati – ha scritto Paolo Amenta, presidente di ANCI Sicilia, in una lettera indirizzata al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Sottosegretario Ministero dell’Interno Molteni, al Ragioniere Generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze Perrotta, al Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno Sempreviva, al Capo di Gabinetto del Ministero dell’Economia e delle Finanze Varone e, per conoscenza, all’Assessore regionale Famiglia, Politiche sociali e Lavoro Nuccia Albano, ai Prefetti della Sicilia, al Presidente di ANCI Nazionale Manfredi, al Sindaco di Teramo Delegato ANCI Immigrazione, politiche per l’integrazione e accoglienza D’Alberto e a tutti i Sindaci e Commissari Straordinari dei Comuni Siciliani – una misura che rischia di mettere in crisi i Comuni siciliani, già gravati da difficoltà finanziarie strutturali”.

I Comuni dell’isola, si legge nella lettera inviata anche alla Deputazione Nazionale eletta in Sicilia, accolgono circa un terzo dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia: un dato che conferma l’assoluta insostenibilità di un trasferimento di responsabilità finanziarie dallo Stato agli enti locali. In particolare, la nuova copertura prevista, che risulta essere pari solo al 35% dei costi, obbliga i Comuni a farsi carico del restante 65%, con ripercussioni dirette sulla tenuta dei bilanci e sull’erogazione dei servizi.

A rendere la situazione ancora più grave, si aggiunge il mancato rimborso di oltre 190 milioni di euro relativi al biennio 2023–2024 su base nazionale, di cui 60 milioni spettanti ai Comuni siciliani che, nel frattempo, hanno continuato a garantire l’accoglienza anticipando risorse proprie.

Si tratta – dichiara il presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta – di una scelta che ci fa arretrare sul piano umanitario e scarica sui Comuni una responsabilità nazionale, senza alcun confronto preventivo con i territori e senza una regia unitaria tra sistema di prima accoglienza e SAI”.

A rischio anche l’intero comparto delle cooperative sociali siciliane, che segnalano gravi difficoltà nel sostenere i costi del personale e dei servizi, compromettendo la continuità delle attività di accoglienza.

Il Presidente di ANCI Sicilia chiede quindi con urgenza:

  • il ripristino della copertura integrale dei costi sostenuti dai Comuni;

  • l’immediata liquidazione delle somme arretrate;

  • l’apertura di un tavolo tecnico nazionale con il coinvolgimento di ANCI Sicilia, Regione, Prefetture e terzo settore.

In assenza di risposte concrete – conclude Amenta – i Comuni siciliani si riservano di adottare tutte le iniziative necessarie a tutela degli enti rappresentati e della tenuta finanziaria locale


copertina: Paolo Amenta, foto Anci Sicilia