Archivi e Inps, accordo per il patrimonio archivistico

Archivi e Inps, accordo per il patrimonio archivistico – Convenzione tra Direzione generale Archivi e INPS per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archivistico

Nella sede della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, è stata sottoscritta una convenzione di collaborazione in materia archivistica tra la Direzione generale Archivi e l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).

L’accordo, firmato dal Direttore generale Archivi Antonio Tarasco e dal Direttore centrale Benessere organizzativo, sicurezza e logistica dell’INPS Giulio Blandamura, mira a rafforzare le attività di tutela, conservazione e valorizzazione del vasto patrimonio archivistico prodotto e conservato dall’INPS, riconosciuto come bene culturale ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

La convenzione – di durata quinquennale – prevede programmi congiunti di formazione e aggiornamento del personale INPS in materia di gestione documentale e conservazione archivistica; iniziative finalizzate al miglioramento delle condizioni di conservazione e fruizione degli archivi storici dell’INPS; l’elaborazione di progetti di descrizione e digitalizzazione, con la pubblicazione degli inventari nei sistemi informativi dell’Amministrazione archivistica; lo sviluppo di metodologie e standard di descrizione e la promozione della divulgazione scientifica e culturale del patrimonio documentale.

La collaborazione valorizza la missione comune di garantire la tutela e la fruibilità di un patrimonio archivistico di rilevanza nazionale, favorendo la conoscenza della storia sociale e previdenziale italiana.

Secondo il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava “Con questa convenzione, l’INPS compie un passo decisivo nel coniugare memoria e innovazione. Il nostro patrimonio archivistico non è soltanto una raccolta di documenti, ma la storia sociale e lavorativa del Paese, che merita di essere custodita e resa accessibile alle generazioni future. Valorizzare i nostri archivi significa riconoscere il valore del lavoro come identità collettiva, e fare della conoscenza del passato uno strumento di trasparenza e di fiducia verso le istituzioni. La collaborazione con la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura rafforza la nostra missione: costruire un welfare generativo, capace di unire tutela, innovazione e cultura come pilastri di coesione e progresso civile”.

“Grazie a questo accordo, per la prima volta le 17 Scuole di Archivistica potranno aprirsi anche ai dipendenti INPS per poter svolgere formazione su tematiche archivistiche, così contribuendo alla formazione specialistica del personale dell’Istituto previdenziale. Ciò gli consentirà di apprendere le nozioni di base in grado di guidarli nella quotidiana archiviazione degli immensi archivi INPS” – ha dichiarato Antonio Tarasco, Direttore generale Archivi –. Con questo accordo mettiamo a sistema competenze e risorse per garantire una conservazione più efficace e per rendere progressivamente accessibile, anche in forma digitale, un patrimonio di grande valore storico e identitario per la collettività”, conclude Tarasco.

Per il Direttore Centrale Benessere Organizzativo, Sicurezza e Logistica, Giulio Blandamura, “è un accordo che la Direzione Generale dell’INPS e la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura hanno fortemente voluto. La molteplicità degli obiettivi che si vogliono raggiungere attraverso questa convenzione di collaborazione in materia archivistica vanno dalla formazione, finalizzata allo sviluppo di competenze specifiche dei dipendenti INPS che svolgono la funzione di governo degli archivi documentari, alla gestione e valorizzazione di circa 1700 chilometri lineari distribuiti su tutto il territorio nazionale.

I documenti conservati nell’Archivio centrale INPS hanno un alto valore storico-culturale e rappresentano un patrimonio che rappresenta non solo la storia dell’Istituto ma quella della Paese. Nell’archivio è custodito materiale che risale al 1898, data di fondazione, ma anche testimonianze di fondi che hanno anticipato la nascita dell’Istituto stesso.

L’accordo prevede di implementare progetti ad alto contenuto di innovazione tecnologica, in particolare di digitalizzazione del patrimonio documentale che dovrà essere conservato illimitatamente, e dove il contributo delle consolidate conoscenze specifiche della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura sarà determinante”.

INPS, chiarimenti su estensione ammortizzatori sociali

Tra le misure principali annunciate dall’Istituto nazionale previdenza nazionale-Inps con riferimento alle nuove disposizioni normative del decreto-legge 92/2025, convertito nella legge 1° agosto 2025, n. 113, c’è anche un intervento strutturale fondamentale per rinforzare l’occupazione e facilitare i processi di riconversione industriale.

Le misure:
Esonero contributi: le imprese nelle aree di crisi industriale complessa sono esonerate dal pagamento del contributo addizionale per la Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) per tutto il 2025, con uno stanziamento di 6,5 milioni di euro.
Sostegno ai grandi gruppi: le realtà con almeno mille dipendenti potranno accedere alla CIGS fino al 31 dicembre 2027, consentendo riduzioni orarie anche fino al 100%. Le risorse disponibili ammontano a 30,7 milioni di euro per il 2025.
Integrazione per cessioni aziendali: è previsto un intervento di integrazione salariale straordinaria per un massimo di sei mesi nel 2025, destinato a aziende con concrete prospettive di cessione e riassorbimento occupazionale, con un limite di spesa di 20 milioni di euro.
Settore moda: questa filiera beneficia di una proroga di 12 settimane per l’integrazione salariale, utilizzabile dal 1° febbraio al 31 dicembre 2025, con possibilità di pagamento diretto da parte dell’INPS.
Emergenze climatiche: accesso alla CIG per i settori edile, lapideo ed estrattivo, in caso di eventi atmosferici estremi nel periodo luglio-dicembre 2025, senza conteggio nei limiti di durata.
Operai agricoli: estensioni della Cassa Integrazione Speciale Operai Agricoli (CISOA) per intemperie stagionali, con accesso facilitato per lavoratori a tempo determinato.

Per ulteriori approfondimenti, consultare la Circolare INPS 13 agosto 2025, n. 121

 

 

 

Inclusione sociale e lavorativa: i dati

L’INPS ha pubblicato oggi l’aggiornamento dell’Osservatorio statistico relativo all’Assegno di Inclusione (ADI) e al Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), le due misure che, a partire rispettivamente da gennaio 2024 e da settembre 2023, hanno sostituito Reddito e Pensione di Cittadinanza (RdC/PdC) con un nuovo approccio al contrasto della povertà e alla promozione dell’inserimento lavorativo.

Dai dati emerge che, nel periodo gennaio 2024-giugno 2025, i nuclei familiari che hanno beneficiato per almeno un mese dell’Assegno di Inclusione sono stati 868 mila, coinvolgendo complessivamente 2,1 milioni di persone, con un importo medio mensile dell’assegno pari a 669 euro e un numero medio di 2,4 componenti per nucleo.

I nuclei beneficiari si concentrano nelle regioni del Sud e nelle Isole, raggiungendo il 68% del totale, incidenza che sale al 73% considerando le persone coinvolte.

La legge di bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche prevedendo per l’ADI, a partire dal 1° gennaio 2025, soglie più elevate dell’ISEE e del reddito familiare per l’accesso alla misura. Inoltre, a decorrere dalla stessa data, è stata prevista l’attribuzione d’ufficio del coefficiente della scala di equivalenza legato al carico di cura in presenza dei requisiti richiesti.

Si rileva che i nuclei beneficiari di almeno un pagamento nel primo semestre del 2025 sono stati 750 mila, circa il 7% in più rispetto a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente.

I nuclei beneficiari di ADI nel mese di giugno 2025 sono stati quasi 666 mila, con importo medio erogato di 694 euro. Per questi 666 mila nuclei si rileva che: in 251 mila sono presenti minori; in 261 mila sono presenti disabili; in 341 mila sono presenti persone di almeno 60 anni di età; in 13 mila ci sono persone in condizioni di “svantaggio”; 236 mila sono i nuclei con carichi di cura.

Per quanto riguarda il Supporto per la Formazione e il Lavoro, dall’inizio della prestazione (settembre 2023) a giugno 2025, sono 182 mila le persone che hanno percepito almeno un pagamento, con una prevalenza di beneficiari nelle regioni del Sud e nelle Isole, pari al 79% del totale.

La legge di bilancio 2025 ha previsto, a partire dal 1° gennaio 2025, l’incremento della prestazione SFL da 350 a 500 euro mensili. È stata inoltre introdotta la possibilità di prorogare la misura alla scadenza dei 12 mesi, qualora il beneficiario stia ancora partecipando a un corso di formazione, per un massimo di ulteriori 12 mesi. Come per ADI, anche per SFL la legge di bilancio ha stabilito soglie ISEE più elevate per l’accesso.

Nel mese di giugno 2025 i beneficiari in pagamento sono 72.469, in maggioranza donne (61%). Poco meno del 40% appartiene alla fascia di età compresa tra i 50 e i 59 anni, a conferma dell’efficacia della misura per la riqualificazione di una fascia d’età tradizionalmente più vulnerabile nel mercato del lavoro. Rispetto al precedente dato di dicembre 2024 è rilevante l’incremento dei beneficiari nella classe di età dei più giovani.