Un’Agenda di Legislatura

Una vera e propria Agenda di Legislatura

Un’Agenda di Legislatura, non solo un Manifesto. In vista delle prossime elezioni politiche del 25 settembre 2022, NeXt-Nuova Economia per Tutti ha lanciato un Appello (qui) con il quale ha chiesto ai Segretari delle forze politiche di mettere al centro l’Agenda politica sperimentata sul campo delle buone pratiche del Paese.
Lettera per lettera, le parole chiave come cittadinanza attiva, sussidiarietà, partecipazione, co-progettazione e co-programmazione, consumo e risparmio responsabile, comunità energetiche, felicità e ricchezza di senso del vivere.
Un’Agenda, cioè, dove i cittadini e la società civile non siano sudditi, meri elettori o leoni da tastiera, ma protagonisti del progresso civile e dove sono espressi con chiarezza orientamenti e proposte sui temi dell’Europa, del lavoro, della sostenibilità ambientale, della lotta alla povertà, del welfare e della cura.

La presentazione al MeetingL’Appello, che è disponibile sul sito di NeXt per essere firmato, è stato presentato al Meeting di Rimini da Giorgio Vittadini, Presidente di Fondazione per la Sussidiarietà, e da Mauro Magatti, Docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, in una Conferenza stampa guidata da Eugenio Andreatta, portavoce del Meeting.

Quindi l’idea è di aggregare queste realtà e diventare un soggetto che «Anche nel corso della legislatura – prosegue Magatti – mobiliti il mondo della Società civile rispetto ad alcune proposte specifiche che saranno portate all’attenzione del mondo politico in vista di un’Agenda per il bene comune che sostanzialmente si rifà alle idee e alle impostazioni date Papa Francesco nella Laudato Sì e nella Fratelli tutti, cioè l’idea che non risolviamo i problemi da soli, ma li possiamo risolvere solo insieme e che noi esistiamo solo come persone, cioè come esseri in relazione e non come somma di singoli individui».

Sulla base di questa matrice, «L’idea – conclude Magatti – è di proporre progressivamente punti concreti attorno a cui mobilitare i soggetti della Società civile».

Attenzione del Governo

Che non sia qualcosa campato per aria lo chiarisce Giorgio Vittadini «Il rapporto della Fondazione Solidarietà 2022 fatto con l’Istat ha dimostrato che quando ci si impegna in questo modo nelle realtà sociali nel terzo settore migliora per le persone il tasso di occupazione, diminuisce il rischio delle povertà, diminuiscono le morti, aumenta il tasso d’istruzione, aumenta il tasso d’istruzione, cioè migliora il benessere sociale. Quindi questo Appello, e il fatto che le forze politiche si innervino nella realtà sociale, può migliorare il Paese senza spendere soldi in più».

Che poi è anche tutto il fil rouge del Meeting 2022: «Quest’anno ai politici – prosegue Vittadini – noi vorremmo chiedere qualcosa che non è nella campagna elettorale finora: un ripensamento del ruolo del partito perché se i partiti non partono dalla società non capiscono neanche i bisogni reali e quello che viene fuori è semplicemente una rissa e non un dialogo».

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Vescovi Aree interne: chiediamo politica seria

Vescovi Aree interne: chiediamo politica seria.
«L’autonomia differenziata non farebbe altro che accrescere le diseguaglianze nel Paese. Chiediamo alla politica interventi seri, concreti, intelligenti, ispirati da una progettualità prospettica, non viziata da angusti interessi o tornaconti elettorali».
Così i Vescovi delle Aree interne, riuniti a Benevento per richiesta espressa di papa Francesco.

Provenienti da dodici Regioni italiane, Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, i Vescovi delle Aree interne ospitati da mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento, al Centro “La Pace” si sono riuniti perché «La metropolizzazione progressiva della popolazione italiana sta causando la lenta morte d’interi territori, con grave danno per tutto il Paese e quando si registra l’abbandono di una parte del territorio è la nazione intera a subirne detrimento», ha detto Accrocca, per il quale dunque «C’è bisogno d’intelligenza politica e pastorale per ravvivare luoghi in cui la vita rischia di finire e dove paradossalmente essa può invece assumere una qualità superiore».

Nord e Sud, dunque, la Chiesa delle “aree marginali” si è fatta sentire, proseguendo nel cammino iniziato già nel 2019 e forte di due lettere che Papa Francesco ha inviato: una il 12 agosto 2022, indirizzata «Ai cari fratelli nell’episcopato delle zone italiane cosiddette interne», l’altra indirizzata direttamente all’Arcivescovo Accrocca, Metropolita di Benevento.

Il documento finale dei Vescovi delle Aree interne

Sono stati due giorni molto intensi di lavoro e confronto, che hanno portato alla stesura del documento finale, una pagina in cui i Vescovi hanno chiarito anche alla politica italiana che nessuna strada conduce al futuro se non incrocia le “aree marginali”.
«Le Aree interne – si legge infatti nel documento – costituiscono una larga porzione del Paese, accomunata da alcune criticità, depositaria di straordinarie ricchezze e tuttavia diversificata: sono, per analogia, come la piccola Nazareth, marginale, eppure custode della realtà più preziosa. Non ci rassegniamo ad accompagnarle alla fine, in una sorta di accanimento terapeutico, ma vogliamo costituirci baluardo, forza per difenderle, dando vita a reti solidali capaci di attivare sinergie».

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